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C'è un'altra leggenda palermitana che è stata raccontata ad ogni bambinə che ha varcato la soglia del mercato della Vucciria.

Una credenza popolare che narra di un coccodrillo, arrivato a Palermo dal lontano fiume Nilo, attraverso il fiume palermitano Papireto e poi dai canali fognari della città, è giunto in una delle fontane del mercato della Vucciria, dove si nascose.

E' una storia che mi fu raccontata anche a me da bambino, quando con mio Nonno andavamo appunto al mercato.

Trattandosi di pura fantasia, ciò che viene narrato nel racconto non è veritiero, pertanto nessun bambinə e nessun animale si son fatti male.

L'ho voluto scrivere in dialetto palermitano e nel primo commento invierò la traduzione.

Ecco il post:

https://blog.palermo.nohost.me/a-liggienna-ru-coccodrillu-a-vucciria-di-mpaliemmu

La leggenda del coccodrillo al mercato della Vucciria di Palermo

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Commenti (1)

Questa è una storia di fantasia, un racconto fasullo, una diceria
che mi raccontavano anche a me, quando da piccolo andavo alla Vucciria.

Si deve sapere, come diceva il negoziante
che ne animali né bambini si sono fatti male
loro si sono solo spaventati
per quello che ci fu raccontato.

Questa è la storia del coccodrillo che si mangiava i bambini della Vucciria
questo è il racconto e questa è la diceria.

Racconta il palermitano
che l’animale arrivò da lontano
dal fiume papireto e nei canali fognari nuotando
ma nessuno sapeva come e quando.

Nuotando, nuotando, si andò a nascondere nelle fontane della Vucciria
e questo lo raccontava pure la Zia Maria.

Dalla fontana usciva quando aveva fame
questo almeno è sempre quello che ci hanno detto.

Se c’era un bambino/a che giocava nelle vicinanze
l’animale apriva la bocca e se lo infilava nella pancia.

I bambini andavano scomparendo
ma nessuno ancora ci credeva.

Allora la gente della borgata
cominciò a cercarli strada strada.

Ma i bambini non si trovavano
e i genitori si facevano il sangue amaro.

Questa storia non poteva continuare
la gente pregava tutti i Santi
affinché l’animale sparisse
e qualcuno lo voleva ammazzare.

Cinque ragazzi, i più coraggiosi
col benestare della gente religiosa
armati di coltelli già ammolati
si nascosero ai quattro lati della piazza.

Quando l’animale ebbe fame
uscì dalla fontana quatto quatto
e fu allora che i ragazzi guerrieri
facendo un salto lo afferrarono da dietro.

Il coccodrillo cominciò a stramazzare
forse capendo che lo volevano ammazzare
afferralo per la coda, afferralo per la testa
con una coltellata gli fecero la festa.

L’animale inerme a terra di vita non dava più segnale
avendo nella corazza conficcato il pugnale.

E mentre i ragazzi se ne stavano andando
la gente verso la piazza stava correndo.

Di una bambina si sentì un pianto
e fra la gente ci fu subito spavento.

Verso la bestia avvicinando l’orecchio
si sentiva più forte il pianto della bambina.

Subito all’animale gli aprirono la pancia
che era grande quanto una stanza
infila le braccia e nelle budella arriva
scoprendo che la bambina era ancora viva.

Fra la gente del quartiere fu subito festa
e sparirono tutte le preoccupazioni.

I bambini tornarono allora a giocare
nella fontana che per loro era come il mare.

Per non far dimenticare ai bambini la storia del coccodrillo della Vucciria
ci pensò un droghiere della Via Argenteria.

Si fece costruire un coccodrillo finto impagliato
e lo mise dentro il negozio appeso al tetto.

I Bambini che entravano nel negozio
con la testa bassa, a un certo punto
non potevano resistere a guardare il coccodrillo.

Questa è una storia di fantasia, un racconto fasullo, una diceria
che mi raccontavano anche a me, quando da piccolo andavo alla Vucciria.

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