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xpl0itrs colpisce il Gruppo Spaggiari: 6,1 TB rivendicati da 3.000 scuole italiane, l’azienda ridimensiona

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Il 20 agosto 2026 il gruppo di #cybercrime xpl0itrs ha rivendicato sul proprio leak site l’esfiltrazione di 6,1 terabyte di dati da oltre 3.000 istituti scolastici italiani, colpendo l’infrastruttura del Gruppo Spaggiari di Parma, storico fornitore del registro elettronico ClasseViva usato ogni giorno da milioni di studenti, famiglie e docenti in tutta Italia. La rivendicazione ha acceso i riflettori su uno dei fornitori più capillari dell’ecosistema scolastico nazionale, ma la risposta ufficiale dell’azienda — arrivata il giorno successivo — ridimensiona sensibilmente la portata dell’incidente, aprendo un caso di studio interessante sul divario tra ciò che i gruppi ransomware rivendicano e ciò che, effettivamente, è stato compromesso.

Il bersaglio: cent’anni di storia, 4.000 scuole, 4,5 milioni di utentiFondato nel 1926, il Gruppo Spaggiari si è evoluto da editore scolastico a fornitore di servizi digitali per la gestione della didattica, diventando negli anni uno dei nomi più riconoscibili della #scuola italiana grazie a ClasseViva, il registro elettronico che connette istituti, insegnanti, studenti e famiglie. Secondo i dati riportati dall’azienda stessa, la piattaforma è oggi utilizzata da oltre 4.000 #scuole attive con più di 4,5 milioni di utenti giornalieri — una superficie d’attacco enorme, che rende qualunque incidente di #sicurezza su questo fornitore un potenziale problema di scala nazionale.

Chi è xpl0itrs: dalla supply chain agli attacchi ad alto profiloxpl0itrs è un collettivo di cybercrime a scopo di lucro emerso all’inizio del 2026, che secondo le analisi di threat intelligence opera in stretto coordinamento con un altro gruppo, #TeamPCP, condividendo accesso iniziale, strumenti e talvolta le stesse vittime all’interno di un ecosistema focalizzato sulla compromissione della supply chain software. Il modus operandi del gruppo si concentra su furto di token di sviluppo — Personal Access Token, credenziali #OAuth, chiavi API — sottratti da ambienti di sviluppo, seguito da esfiltrazione di dati da repository e infrastrutture interne. Un membro che si fa chiamare “boxturtl” funge da portavoce pubblico, presentandosi come ex red teamer professionista.

Nelle scorse settimane il gruppo ha rivendicato, con diversi gradi di credibilità, violazioni ai danni di realtà molto note tra cui Spotify, il Dipartimento del Tesoro statunitense, OpenAI e Trustpilot, oltre a vittime indirette raggiunte tramite la compromissione di progetti open source come Trivy, BitWarden CLI, LiteLLM e Checkmarx KICS. Il profilo tracciato da Dataminr valuta le rivendicazioni del gruppo come “generalmente credibili”, basandosi su campioni di dati che contengono riferimenti plausibili a risorse di sviluppo interne e metadati Git coerenti con un accesso autentico mantenuto almeno fino a maggio 2026. Gli analisti segnalano inoltre legami indiretti con i cluster di estorsione DarkRomance e con il brand ShinyHunters, e una tecnica MITRE ATT&CK documentata — T1486, Data Encrypted for Impact — che colloca il gruppo nella categoria ransomware/extortion a tutti gli effetti, con almeno otto rivendicazioni pubblicate sul proprio leak site negli ultimi trenta giorni.

La rivendicazione contro la versione ufficialeSecondo la rivendicazione pubblicata da xpl0itrs, i 6,1 TB sottratti includerebbero nomi, indirizzi email, numeri di telefono e almeno un campo password relativo a oltre 3.000 istituti scolastici — senza, secondo quanto dichiarato dagli stessi attaccanti, identificatori governativi come codici fiscali o numeri di documento. Spaggiari ha risposto con un comunicato ufficiale datato 21 agosto 2026, precisando che a essere compromesso sarebbe stato esclusivamente il componente “Modulistica Smart” della piattaforma Bergantini — uno strumento per la gestione della modulistica scolastica — e non il registro elettronico ClasseViva, i sistemi di gestione didattica o quelli amministrativi, definiti dall’azienda “un sistema distinto e separato” rispetto a quello colpito.

Un dettaglio significativo emerso dalla ricostruzione è la data dell’intrusione originaria: secondo Spaggiari l’accesso non autorizzato risalirebbe al 30 giugno 2026, quasi due mesi prima della rivendicazione pubblica del 20 agosto. Un intervallo così ampio tra compromissione e divulgazione è tutt’altro che insolito nel panorama ransomware: spesso corrisponde al tempo impiegato dagli attaccanti per l’esfiltrazione, l’eventuale negoziazione privata con la vittima (evidentemente naufragata, in questo caso) e, infine, la pubblicazione sul leak site come leva estorsiva. L’azienda ha dichiarato di aver notificato l’incidente al Garante per la protezione dei dati personali, all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e alle forze dell’ordine.

Perché il divario tra le due versioni contaIl contrasto tra la portata rivendicata (6,1 TB, oltre 3.000 scuole) e quella riconosciuta ufficialmente (un singolo modulo di modulistica) è un pattern ricorrente nelle dinamiche di doppia estorsione: i gruppi ransomware hanno tutto l’interesse a massimizzare la percezione del danno per aumentare la pressione sulla vittima e il valore di rivendita dei dati, mentre le aziende colpite tendono, comprensibilmente, a circoscrivere la narrazione pubblica il più possibile. Senza una verifica indipendente di un campione dei dati esfiltrati — al momento non disponibile pubblicamente — è prematuro stabilire quale delle due versioni sia più vicina alla realtà, ma il profilo di xpl0itrs, storicamente valutato come “generalmente credibile” dagli analisti, invita quantomeno alla cautela verso un ridimensionamento totale dell’incidente.

Rischi concreti per famiglie e istitutiAnche nello scenario più contenuto descritto da Spaggiari, l’esposizione di nominativi, email, numeri di telefono e credenziali legate al mondo scolastico costituisce un rischio concreto: questo tipo di dataset è particolarmente appetibile per campagne di phishing mirato verso segreterie scolastiche e famiglie (spesso mascherate da comunicazioni ClasseViva o da avvisi del Ministero dell’Istruzione), per tentativi di account takeover su servizi che riutilizzano le stesse credenziali, e per la profilazione di minori, un tema su cui il Garante privacy italiano è tradizionalmente molto attento. Le scuole coinvolte dovrebbero considerare, come misura precauzionale indipendentemente dall’entità confermata del breach, la rotazione delle credenziali di accesso al modulo Modulistica Smart, l’attivazione di autenticazione a più fattori dove disponibile e un’allerta mirata al personale su possibili tentativi di phishing a tema scolastico nelle prossime settimane.

Riferimenti e indicatori# Incidente Gruppo Spaggiari / ClasseViva
Attore: xpl0itrs (coordinato con TeamPCP)
Tecnica MITRE ATT&CK: T1486 - Data Encrypted for Impact
Componente rivendicato come compromesso: Modulistica Smart (piattaforma Bergantini)
Data intrusione dichiarata da Spaggiari: 30 giugno 2026
Data rivendicazione pubblica: 20 agosto 2026
Data comunicato ufficiale Spaggiari: 21 agosto 2026
Volume dati rivendicato: ~6,1 TB / 3.000+ istituti scolastici
Tipologia dati rivendicati: nominativi, email, numeri di telefono, password (parziale)
Notifiche effettuate: Garante Privacy, ACN, forze dell'ordineFonti: comunicato ufficiale Gruppo Spaggiari, ransomware.live, Dataminr Intel Brief, GalaxyWarden, monitoraggio leak site.

#infosec #cybercrime #darkweb #supplychain #databreach #scuola #istruzione

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Snowflake, l’hacker Connor Moucka si dichiara colpevole: il conto finale di 165 aziende violate e miliardi di record rubati

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Connor Riley Moucka, 26 anni, di Kitchener (Ontario), si è dichiarato colpevole mercoledì 5 agosto 2026 davanti a un tribunale f

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Connor Riley Moucka, 26 anni, di Kitchener (Ontario), si è dichiarato colpevole mercoledì 5 agosto 2026 davanti a un tribunale federale dello stato di Washington per #frode informatica, frode telematica, furto di identità aggravato e cospirazione. È l’epilogo giudiziario di quella che resta una delle campagne di furto dati ed estorsione più estese mai orchestrate contro un singolo fornitore #cloud: l’attacco del 2024 alla piattaforma #Snowflake, che ha colpito almeno 165 aziende clienti e portato al furto di miliardi di record. Moucka rischia fino a 32 anni di carcere e sarà sentenziato il 27 ottobre.

Non una violazione di Snowflake, ma delle credenziali dei suoi clientiIl dettaglio tecnico che ha reso il caso Snowflake un caso di #scuola è che la piattaforma stessa non è mai stata compromessa. #Mandiant, incaricata da Snowflake di condurre l’indagine forense, ha attribuito la campagna a un cluster tracciato come UNC5537 e ha confermato che gli attaccanti hanno sfruttato credenziali valide ma esposte da tempo — in alcuni casi risalenti al 2020 — raccolte tramite #infostealer su macchine di dipendenti o partner delle aziende clienti. La mancanza sistemica di autenticazione a più fattori sugli account Snowflake ha fatto il resto, trasformando credenziali rubate anni prima in un accesso diretto ai #data warehouse di centinaia di organizzazioni.

Secondo Mandiant, il gruppo dietro la campagna era basato in Nord America e collaborava con almeno un membro operante dalla Turchia — identificato in seguito in John Erin Binns, già legato all’hack di T-Mobile del 2021 e arrestato in Turchia nel 2024.

Le vittime: dalle telco alla sanità, passando per la vendita di bigliettiL’elenco delle aziende colpite tra febbraio e ottobre 2024 legge come una rassegna delle violazioni più discusse dell’anno: AT&T, con i log di chiamate e #SMS di oltre 100 milioni di clienti; #Ticketmaster/Live Nation, con dati relativi a circa 560 milioni di utenti; Advance Auto Parts; uno dei distretti scolastici più grandi degli Stati Uniti; Neiman Marcus; Santander; LendingTree. I dati sottratti includevano estratti bancari, informazioni finanziarie, numeri di registrazione DEA, patenti di guida, passaporti e numeri di previdenza sociale.

Estorsione, ri-estorsione e mercati undergroundDopo l’esfiltrazione, gli attaccanti hanno tentato di estorcere le aziende vittime minacciando la pubblicazione dei dati online, incassando circa 2,5 milioni di dollari in pagamenti di riscatto. Moucka ha inoltre guadagnato altri 495.000 dollari pubblicizzando parte dei dati rubati su forum criminali come #BreachForums e XSS.is. Un dettaglio particolarmente inquietante emerso dagli atti processuali riguarda una vittima estorta due volte: nella seconda occasione, Moucka avrebbe utilizzato dati personali relativi a un funzionario governativo ex ed ai suoi familiari per aumentare la pressione. Le perdite complessive stimate per le vittime ammontano a circa 9,5 milioni di dollari.

Prima dell’arresto, avvenuto nel novembre 2024 e seguito dall’estradizione negli Stati Uniti nel luglio 2025, Moucka aveva parlato con la testata 404 Media dicendosi consapevole dell’imminente cattura e ammettendo di aver distrutto prove in vista dell’arresto.

Due righe per i difensoriIl caso Snowflake ha ridefinito il modello di minaccia per i servizi SaaS e data warehouse: non serve violare il fornitore cloud se le identità dei suoi clienti restano esposte. Per i team di sicurezza le lezioni pratiche restano attuali due anni dopo i fatti:

Imporre l’autenticazione a più fattori su tutti gli account con accesso a piattaforme cloud e data warehouse, senza eccezioni per account di servizio o legacy.

Ruotare periodicamente le credenziali e trattare come compromesse quelle esposte in precedenti data breach, anche se risalenti a diversi anni prima.

Monitorare i mercati underground e i forum come BreachForums per individuare precocemente la messa in vendita di dati aziendali.

Validare i log di accesso alle piattaforme SaaS per individuare pattern anomali provenienti da IP o infrastrutture non riconducibili agli utenti abituali.

La condanna definitiva di Moucka, attesa il 27 ottobre, non chiude del tutto il caso: restano aperte le posizioni di altri complici legati alla campagna, a conferma che dietro un singolo nome pubblico si nasconde quasi sempre un’infrastruttura criminale collaborativa e distribuita.

Timeline e dati chiaveCampagna attiva: febbraio - ottobre 2024
Cluster di minaccia (Mandiant): UNC5537
Aziende clienti Snowflake colpite: almeno 165
Vettore d'accesso: credenziali valide esposte (alcune dal 2020), assenza di MFA
Vittime principali: AT&T (100M+ utenti, log chiamate/SMS), Ticketmaster/Live Nation (560M utenti),
Advance Auto Parts, Neiman Marcus, Santander, LendingTree, distretto scolastico USA
Guadagni stimati: ~2,5M USD (riscatti) + 495.000 USD (vendita dati underground)
Perdite vittime stimate: ~9,5M USD
Mercati underground utilizzati: BreachForums, XSS.is
Complice: John Erin Binns (Turchia, già legato all'hack T-Mobile 2021)
Arresto Moucka: novembre 2024 (Canada) - Estradizione: luglio 2025
Dichiarazione di colpevolezza: 5 agosto 2026
Sentenza attesa: 27 ottobre 2026 (fino a 32 anni di carcere)

#cybercrime #darkweb #fbi #databreach #snowflake

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Scattered Spider smascherata: 5 anni e mezzo di carcere per l’attacco da 29 milioni di sterline a Transport for London

Cinque anni e mezzo di carcere ciascuno. È questa la cifra con cui la giustizia britannica ha chiuso, almeno sul fronte penale, uno degli attacchi inf

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Cinque anni e mezzo di carcere ciascuno. È questa la cifra con cui la giustizia britannica ha chiuso, almeno sul fronte penale, uno degli attacchi informatici più dirompenti mai subiti da un’infrastruttura critica del Regno Unito: l’intrusione del 2024 in Transport for London, l’authority che gestisce la mobilità dell’intera Londra. Owen Flowers, 18 anni, e Thalha Jubair, 20, sono stati condannati il 16 luglio 2026 dalla Woolwich Crown Court. Sono, secondo l’accusa, i primi ad essere condannati per la Section 3ZA del Computer Misuse Act — la fattispecie più grave della legge britannica sui crimini informatici — e la National Crime Agency (NCA) definisce il loro caso il più grande procedimento per cybercrime mai affrontato dai tribunali del Paese.

Chi sono Flowers e Jubair, e cosa hanno fattoI due sono descritti dalla NCA come membri di primo piano di Scattered Spider, il collettivo criminale tracciato anche come Octo Tempest, UNC3944 e 0ktapus, responsabile secondo gli inquirenti di centinaia di attacchi tra il 2022 e il 2025. La Crown Prosecution Service (CPS) è più cauta nell’attribuzione diretta, notando che gli imputati hanno rivendicato in vari momenti l’appartenenza al gruppo senza che questo costituisse, di per sé, la base dell’accusa.

L’intrusione in TfL è avvenuta tra il 31 agosto e il 3 settembre 2024. L’attacco ha reso inutilizzabili 148 sistemi dell’authority, costringendo tutti i 27.000 dipendenti a recarsi fisicamente in un ufficio per il reset delle credenziali — non essendo più possibile farlo da remoto in sicurezza. Sono stati compromessi anche il sistema di rimborsi Oyster (inclusi, per circa 5.000 persone, numeri di conto bancario e codici sort code), il servizio Dial-a-Ride per i cittadini con disabilità, il canale dei pagamenti digitali e le domande per le Oyster photocard agevolate per bambini e giovani. NCA e CPS stimano il danno complessivo, tra perdite e costi di ripristino, in 29 milioni di sterline.

Un rischio sistemico da 56 miliardi di sterlineIl dato più inquietante emerso dal processo riguarda ciò che sarebbe potuto succedere e non è successo. Secondo la ricostruzione dell’accusa, le conversazioni tra i due imputati suggerivano l’intenzione di cancellare l’accesso al termine dell’operazione, ma nessuno può dire con certezza cosa avessero realmente pianificato. La NCA stima che uno shutdown riuscito della rete di TfL — che gestisce in media 9 milioni di spostamenti al giorno — avrebbe potuto costare all’economia britannica fino a 56 miliardi di sterline. Uno scenario rimasto ipotetico solo perché TfL, rendendosi conto della compromissione, ha scelto di disattivare preventivamente la propria rete per contenere gli attaccanti.

I due si sono dichiarati colpevoli il 22 giugno 2026, il primo giorno del processo, evitando così il dibattimento. Hanno ammesso il reato sulla base di aver agito in modo “reckless” — sconsiderato — rispetto al rischio di causare o creare un pericolo significativo per il benessere umano, elemento costitutivo della Section 3ZA.

Come sono stati identificatiFlowers è stato arrestato per la prima volta il 6 settembre 2024, tre giorni dopo la fine dell’intrusione in TfL, nella sua abitazione a Walsall. Al momento dell’arresto, gli agenti NCA lo hanno sorpreso mentre era ancora attivo su due ulteriori obiettivi: le reti delle organizzazioni sanitarie statunitensi SSM Health Care Corporation e Sutter Health. Tra i dispositivi sequestrati — laptop, computer desktop, hard disk e chiavette USB — un portatile Acer conteneva uno screenshot della connettività di rete verso l’infrastruttura TfL e diversi video, registrati dallo stesso Flowers, che mostravano Jubair muoversi all’interno dei sistemi dell’authority londinese durante l’attacco. I due comunicavano in tempo reale su Telegram e condividevano uno spazio di lavoro online.

L’accusa ha dimostrato che Flowers era collegato al server remoto usato per lanciare tutte e tre le intrusioni, con prove ricavate dai suoi stessi dispositivi. Le informazioni che collegano Jubair all’attacco TfL sono state invece ottenute all’estero, con la collaborazione di autorità giudiziarie di altri Paesi — un dettaglio che la CPS non ha specificato ulteriormente. Jubair, arrestato il 16 settembre 2025, ha un secondo procedimento ancora aperto negli Stati Uniti: un atto d’accusa depositato nel New Jersey lo collega a circa 120 intrusioni di rete e almeno 47 vittime statunitensi tra maggio 2022 e settembre 2025, per oltre 115 milioni di dollari in riscatti pagati, incluse violazioni ai danni di un’infrastruttura critica USA e dei tribunali federali. Su questo fronte rischia fino a 95 anni di carcere; nessuna delle comunicazioni ufficiali diffuse finora affronta il tema dell’estradizione.

Scattered Spider è davvero finita?La NCA sostiene che l’azione contro i due abbia “sostanzialmente fermato” il gruppo, citando una valutazione di Microsoft secondo cui gli arresti ne avrebbero degradato in modo significativo la capacità operativa. Ma la stessa agenzia ammette che altri criminali potrebbero continuare a usare il marchio “Scattered Spider” per rivendicare nuovi attacchi. Non è un’ipotesi remota: a gennaio 2026 Mandiant ha documentato l’espansione di un’operazione di estorsione a marchio ShinyHunters che replica lo stesso modello — vishing verso i dipendenti, pagine di phishing per rubare credenziali SSO e codici MFA, enrollment di un dispositivo dell’attaccante per bypassare l’autenticazione multifattore.

È proprio questo il punto debole che accomuna la maggior parte dei casi riconducibili a Scattered Spider: non un exploit tecnico sofisticato, ma la manipolazione dei processi di help desk — reset password, gestione dei dispositivi MFA — con tecniche di social engineering telefonico mirate e ben documentate.

Due righe per i difensoriIl caso TfL resta un caso di scuola su come un’infrastruttura critica possa essere messa in ginocchio non da uno zero-day, ma da processi organizzativi vulnerabili al fattore umano. Alcune indicazioni pratiche per ridurre l’esposizione a gruppi con TTP simili a Scattered Spider:

Verificare sempre l’identità con procedure fuori banda (callback su numero verificato, verifica video) prima di eseguire reset password, modifiche MFA o enrollment di nuovi dispositivi richiesti telefonicamente all’help desk.

Limitare la possibilità per il personale di help desk di eseguire reset critici senza approvazione di un secondo operatore (four-eyes principle).

Monitorare enrollment MFA anomali, specialmente se avvengono subito dopo un reset password.

Coinvolgere le forze dell’ordine tempestivamente in caso di incidente: secondo la NCA, la collaborazione precoce di TfL è stata determinante per l’esito del procedimento.

Segmentare le reti operative critiche (biglietteria, pagamenti, servizi per l’utenza vulnerabile) da quelle amministrative, per limitare l’impatto di una compromissione laterale.

Fonti: The Hacker News, National Crime Agency.

#infosec #cybercrime #fbi #databreach #scatteredspider

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