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#techpolicy

🇪🇺 EU Kids Act: Bruxelles mette sul tavolo una bozza di 99 pagine, venduta come "spazi digitali più affidabili" e come risposta alla crisi dei minori

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🇪🇺 EU Kids Act: Bruxelles mette sul tavolo una bozza di 99 pagine, venduta come "spazi digitali più affidabili" e come risposta alla crisi dei minori online.

👉 https://www.youtube.com/watch?v=Ki0t6SV6zv4

Tre le soglie previste: under 13 esclusi da social e piattaforme video, 13-15 con account supervisionato, 15+ via libera. Più un pacchetto "safety by design" contro design compulsivo, dark pattern e raccomandazioni nocive.

Il problema è che la norma sembra solo un esercizio di soluzionismo tecnologico. Sposta una questione sociale e politica su checklist di conformità e impostazioni predefinite, senza toccare la "chimica" del feed né gli incentivi economici del modello pubblicitario.

La verifica dell'età diventa il perno, e non un controllo "solo dei minori": è un'infrastruttura di identificazione potenzialmente pervasiva per tutti, con la promessa fragile di soluzioni zero-knowledge.

E dentro ci finiscono anche gli AI companions. Invece di una scelta politica netta, si chiede ai prodotti di non fare ciò per cui sono progettati (attaccamento e dipendenza emotiva), delegando tutto alla compliance. E l'enforcement ricade su autorità già sotto organico (coordinatori DSA) e su app store chiamati a fare anche i giudici dell'età, un'architettura che rischia più sorveglianza e profilazione, non più protezione.

Una "codarda manovra paracula", di soluzionismo puro, che alimenta le scartoffie di compliance.

E che getta le basi di un'architettura di sorveglianza.

Ne parliamo oggi, su Ciao Internet

#techpolicy #eukidsact #digitalservicesact

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Il 10 settembre Anthropic ha pubblicato il suo rapporto semestrale sugli abusi di Claude e per la prima volta ha dedicato un capitolo intero alle armi

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Il 10 settembre Anthropic ha pubblicato il suo rapporto semestrale sugli abusi di Claude e per la prima volta ha dedicato un capitolo intero alle armi convenzionali…
Perché più di qualcuno, pare, ha già usato Claude per confezionare armi.🚀

👉 https://mgpf.it/2026/09/11/anthropic-report-armi-claude.html

Sei casi in tutto, intercettati tra dicembre e agosto.
C'è chi usava Claude per far scegliere ai droni russi i bersagli da soli, chi tarava un sistema di guerra elettronica cinese su obiettivi taiwanesi veri, chi cercava aiuto per raddrizzare la guida dei missili dopo test falliti in Yemen.

È Sabato e ne parliamo nell'editoriale!

#intelligenzaartificiale #techpolicy #anthropic #claudeai #armiai

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La TV ti ascolta? 📺
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=aF_nmEjfcb0

Un OLED LG acquistato in negozio e analizzato con Wireshark mostra un comportamen

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La TV ti ascolta? 📺
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=aF_nmEjfcb0

Un OLED LG acquistato in negozio e analizzato con Wireshark mostra un comportamento che cambia il significato stesso di “Smart TV in standby”: anche quando sembra spenta, continua a comunicare, a esplorare la rete domestica e a raccogliere informazioni sull’ecosistema digitale presente in casa, non soltanto su ciò che guardiamo.

Un’indagine di GamersNexus ha rilevato riferimenti all’ACR, l’Automated Content Recognition, e comunicazioni verso LG Ad Solutions. Il caso mette inoltre in evidenza la distanza tra quanto dichiarato nelle privacy policy e il comportamento effettivo del dispositivo.

Il problema non è chiedersi “chi vuoi che ascolti il mio salotto?”, ma considerare cosa può accadere a quei dati: frammenti apparentemente marginali possono essere aggregati, riutilizzati per la profilazione pubblicitaria e sottratti a un controllo realmente trasparente da parte dell’utente. A questo si aggiungono le vulnerabilità di WebOS, che possono amplificare ulteriormente i rischi.

Quando un’architettura di questo tipo esiste, non è necessario attribuirle intenzioni: è sufficiente che possa essere sfruttata.

👉 Ne parlo oggi, nel nuovo video su Ciao Internet.

#privacy #techpolicy #lg #gamersnexus #wireshark

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Negli Stati Uniti si fa sempre più strada un’idea che potrebbe cambiare le regole del gioco: permettere all’AI di addestrarsi su opere protette senza

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Negli Stati Uniti si fa sempre più strada un’idea che potrebbe cambiare le regole del gioco: permettere all’AI di addestrarsi su opere protette senza compensare autori ed editori.

👉 https://www.youtube.com/watch?v=_gvy9cXXrt0

Dietro l’interpretazione sempre più estensiva del fair use non c’è solo una questione giuridica, ma una precisa scelta politica: rendere il mercato USA più competitivo, anche rispetto a modelli meno vincolati come quello cinese.

Tra pressioni delle big tech, orientamenti delle agenzie federali e una crescente ondata di contenziosi, il copyright è diventato uno dei fronti più caldi dell’intelligenza artificiale generativa. Testi, musica, archivi editoriali, paywall e scraping: il tema dei training set non è più teorico, è industriale.

Ne parliamo con l’Avv. Lucia Maggi, partner di 42 Law Firm e specialista in diritto d’autore ed entertainment, per leggere la partita del copyright in epoca AI e confrontarla con l’Europa, dove non esiste un fair use generale ma un sistema di eccezioni e limitazioni più rigido.

Infine, il punto pratico per creator e aziende: chi detiene i diritti su un’opera generata con l’AI?

Oggi, su Ciao Internet.

#ai #intelligenzaartificiale #copyright #fairuse #techpolicy #dirittodautore

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Nvidia ha comprato Hugging Face per quasi 13 miliardi di dollari.

Così facendo non si è assicurata soltanto un’azienda che fattura circa 150 milioni

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Nvidia ha comprato Hugging Face per quasi 13 miliardi di dollari.

Così facendo non si è assicurata soltanto un’azienda che fattura circa 150 milioni l’anno, ma una delle infrastrutture centrali dell’AI open source: la piattaforma dove milioni di sviluppatori trovano, pubblicano e usano modelli e dataset.

Nel 2025 Hugging Face aveva rifiutato 500 milioni da Nvidia per non dipendere da un singolo investitore. Oggi passa allo stesso soggetto, a quasi il doppio della valutazione.

Huang promette che usare Hugging Face non significherà dover usare il calcolo Nvidia. Ma la neutralità non è una promessa: è un’architettura.
E da oggi quell’architettura ha un padrone nuovo.

Ne parlo su @startup_italia@bird.makeup , ora in homepage.

👉 https://startupitalia.eu/tech/tredici-miliardi-per-unazienda-sconosciuta-ecco-su-cosa-si-basa-la-scommessa-di-nvidia-con-hugging-face/

#opensource #ai #huggingface #nvidia #techpolicy

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La storia di Emily Hart, l’influencer virtuale creata per intercettare la nicchia MAGA…

👉 Video completo su Youtube!
🔗 https://youtu.be/BiZDHxBUOjc?s

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La storia di Emily Hart, l’influencer virtuale creata per intercettare la nicchia MAGA…

👉 Video completo su Youtube!
🔗 https://youtu.be/BiZDHxBUOjc?si=TytKXiF1WbxnRir0

#ai #deepfake #techpolicy #emilyhart

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🇺🇸 Un quarantenne in Texas scorre Instagram e si ferma su "Emily Hart": bionda, divisa da infermiera, bio patriottica, storie iper-conservatrici, slog

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🇺🇸 Un quarantenne in Texas scorre Instagram e si ferma su "Emily Hart": bionda, divisa da infermiera, bio patriottica, storie iper-conservatrici, slogan perfetti per dargli ragione.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=BiZDHxBUOjc

Cuoricini e DM, poi piccoli pagamenti su Fanvue per foto piccanti.

Sembra una storia di solitudine online, ma il colpo di scena è tecnico e culturale: Emily Hart non è mai esistita, ogni pixel è generato da un'AI.

Dietro c'è "Sam", un 22enne nel nord dell'India, che ha raccontato a Wired di aver ottimizzato il profilo come un prodotto. Ha chiesto a Gemini quale nicchia rendesse di più, e il chatbot gli ha indicato il pubblico conservatore USA, più fedele e con più capacità di spesa. Da lì ha costruito il personaggio e ha cominciato a monetizzare con contenuti sintetici.

La frode è evidente, ma la lezione è più ampia: non si compra una persona, si compra un pacchetto di segni, fatto di identità, appartenenza, conferma. Quando l'influencer dice esattamente ciò che pensate e non cambia mai idea, la domanda non è solo se sia un deepfake ma se ci sia un convincimento reale o sia solo un modello di business.

Ne parlo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet

#ai #intelligenzaartificiale #socialmedia #deepfake #techpolicy

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Autistici/Inventati, storico collettivo italiano, è finito nella lista USA delle designazioni per terrorismo, con lo stesso strumento usato contro ret

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Autistici/Inventati, storico collettivo italiano, è finito nella lista USA delle designazioni per terrorismo, con lo stesso strumento usato contro reti legate al terrorismo internazionale: un atto amministrativo, l’Executive Order 13224/OFAC, non una sentenza.

👉 https://www.youtube.com/watch?v=Sjy57VrJafg

Nel documento pesa un numero enorme, 16.000 email, 10.000 blog, migliaia di mailing list e siti, ma manca la domanda chiave.
👉 Quante di quelle utenze sono davvero legate a reati, e con quali prove verificabili?

Non si tratta di difendere il collettivo, ma di capire cosa succede quando si spegne un'infrastruttura, domini, posta, hosting, pagamenti. Se la catena passa da snodi statunitensi (.org via Public Interest Registry, PayPal, indirettamente SWIFT), l'effetto extraterritoriale può colpire anche utenti terzi, senza passare da un giudice italiano o europeo.

Il criterio implicito diventa pericoloso: offrire cifratura e anonimato + “assenza di registri” = complicità. Così scritto, rischia di inglobare qualsiasi servizio di privacy-by-design serio, spostando la decisione su chi vive o muore digitalmente dai tribunali a una firma dall'altra parte dell'oceano.

Ne parliamo oggi in questa puntata speciale di Ciao Internet.

#autisticiinventati #techpolicy #ofac

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Il 26 agosto Meta ha firmato il patteggiamento più grande mai visto in una causa su privacy e minori: fino a 16,68 miliardi di dollari per chiudere le

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Il 26 agosto Meta ha firmato il patteggiamento più grande mai visto in una causa su privacy e minori: fino a 16,68 miliardi di dollari per chiudere le cause di 47 stati americani.

👉 Ne parlo nell'editoriale di oggi: https://mgpf.it/2026/08/27/meta-ha-vinto.html

Le azioni sono salite di oltre il 4%, il processo si è fermato al giorno 7 di 6 settimane in calendario, e nessuno dei dirigenti che sarebbe dovuto salire al banco dei testimoni ci salirà mai. Se lo guardate dalla parte giusta, questo non è il conto salato che titolano i giornali: è un capolavoro di regia.

E in mezzo, come vedrete, c'è pure un piccolo esperimento condotto in dieci asili nido israeliani nel 1998, che spiega quello che sta succedendo meglio di ogni giurista.

Buona lettura!

#instagram #meta #socialmediaaddiction #privacybydesign #tutelaminori #techpolicy

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Meta ha vinto.

👉 https://www.youtube.com/watch?v=eOPpFMvPBsU

Lo ha fatto accettando un maxi-accordo con 47 Stati USA: circa 17 miliardi di dollari,

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Meta ha vinto.

👉 https://www.youtube.com/watch?v=eOPpFMvPBsU

Lo ha fatto accettando un maxi-accordo con 47 Stati USA: circa 17 miliardi di dollari, per chiudere le cause che accusano Facebook e Instagram di essere stati progettati per creare dipendenza negli adolescenti.

L'accordo non contiene ammissioni di responsabilità. Niente "colpevole", niente verdetto che faccia scuola. Una vittoria invisibile che toglie il conflitto dal tavolo prima che produca deposizioni, sentenze e precedenti riutilizzabili.

Cosa è successo, quale è stata la reazione della Borsa e cosa cambierà per gli under 18 negli USA e nel resto del mondo?

Ne parlo oggi, su Ciao Internet

#instagram #meta #socialmediaaddiction #privacybydesign #tutelaminori #techpolicy

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Ieri, 26 agosto, Meta ha accettato di pagare fino a 16,68 miliardi di dollari a 47 stati americani per aver progettato Instagram e Facebook così da cr

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Ieri, 26 agosto, Meta ha accettato di pagare fino a 16,68 miliardi di dollari a 47 stati americani per aver progettato Instagram e Facebook così da creare dipendenza nei minorenni.

https://www.dirittoegiustizia.it/dettaglio/16166562/meta-paga-16-miliardi-ai-minori-la-multa-e-un-prezzo

È il patteggiamento più grande mai firmato da un'azienda tech su un tema di privacy e minori, e in Borsa il titolo è già salito.

📰 Ne parlo oggi, in questo articolo su Diritto e Giustizia, spiegando cosa cambierà anche per le altre piattaforme e, soprattutto, cosa Meta ha accettato di fare.

#instagram #meta #socialmediaaddiction #privacybydesign #tutelaminori #techpolicy

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