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Pixel 11 Pro è il preferito dagli utenti: il sondaggio che boccia il prezzo dell’intera gamma

Appena lanciata, la serie Pixel 11 sta già facendo discutere gli appassionati Android. Un sondaggio condott

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Appena lanciata, la serie Pixel 11 sta già facendo discutere gli appassionati Android. Un sondaggio condotto da GSMArena tra migliaia di utenti ha messo a confronto i quattro modelli della gamma, Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, rivelando un chiaro favorito: il Pixel 11 Pro, ma anche una diffusa insoddisfazione per i prezzi dell’intera famiglia.

Il Pixel 11 Pro conquista il pubblicoTra i quattro modelli, il Pixel 11 Pro si è imposto come la scelta preferita degli utenti intenzionati all’acquisto, raccogliendo consensi vicini alla somma dei voti ottenuti da Pixel 11 e Pixel 11 Pro XL messi insieme. Circa un intervistato su cinque si è detto propenso all’acquisto di questo modello, segno di un forte interesse verso un formato compatto ma dotato delle funzioni della gamma Pro.

Il prezzo resta il grande ostacoloNonostante l’apprezzamento per il prodotto, il costo elevato emerge come il principale freno all’acquisto in tutta la gamma. Molti utenti hanno dichiarato di voler attendere le recensioni prima di sbilanciarsi, segno che il giudizio definitivo dipenderà molto dalle prime prove sul campo.

Pro XL bene, ma penalizzato dal costoIl Pixel 11 Pro XL si piazza al secondo posto in termini di gradimento. Il modello con schermo più grande convince per qualità costruttiva e dotazione hardware, ma anche in questo caso il prezzo elevato spinge diversi utenti a rimandare l’acquisto in attesa di sconti o promozioni.

Il modello base non sfiguraIl Pixel 11 standard, pur classificandosi terzo nella popolarità complessiva della serie, registra singolarmente una percentuale di intenzione d’acquisto superiore a quella del Pro XL. Essendo il modello più economico della gamma, resta comunque penalizzato dal fatto che una parte consistente degli intervistati lo giudica ancora troppo costoso.

Pixel 11 Pro Fold, l’interesse resta limitatoIl risultato più netto riguarda il pieghevole Pixel 11 Pro Fold, che raccoglie il gradimento più basso tra i quattro modelli. Alcuni utenti si dichiarano semplicemente poco interessati ai pieghevoli in generale, mentre altri preferirebbero orientarsi verso pieghevoli di altri produttori a parità di budget.

1° posto per gradimento: Pixel 11 Pro

2° posto: Pixel 11 Pro XL

3° posto: Pixel 11

4° posto: Pixel 11 Pro Fold

Il dato più rilevante resta comunque trasversale a tutta la gamma: il prezzo, più del design o delle specifiche tecniche, sembra essere il fattore che più di tutti condizionerà il successo commerciale della famiglia Pixel 11.

#google #android #pixel #pixel11

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Pixel Camera 11 si rinnova: nuovo accesso rapido e modalità di avvio personalizzabile

L’app fotocamera dei nuovi Google Pixel 11 introduce alcune novità pensate per rendere più comoda l’esperie

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L’app fotocamera dei nuovi Google Pixel 11 introduce alcune novità pensate per rendere più comoda l’esperienza di scatto quotidiana. Tra le modifiche più evidenti spicca il restyling dei controlli di accesso rapido, oltre a una nuova funzione che permette di scegliere quale modalità aprire per prima all’avvio della fotocamera.

Controlli rapidi in stile ghieraLa barra di accesso rapido di Pixel Camera 11, utilizzata per regolare parametri come messa a fuoco ed esposizione, abbandona il tradizionale slider orizzontale per adottare un design più compatto in stile ghiera. Tra le impostazioni regolabili figurano messa a fuoco, Looks, esposizione, ombre, bilanciamento del bianco, tempo di scatto e ISO.

Google ha introdotto anche un menu dedicato nelle impostazioni dell’app per personalizzare quali opzioni mostrare nell’accesso rapido. Va però segnalato che la funzione è disattivata di default e, una volta attivata, i controlli non restano sempre visibili: basta un tocco sul mirino per farli comparire ai lati dello schermo, mantenendo così l’interfaccia di scatto pulita, anche se meno immediata da scoprire per chi non conosce la novità.

Una modalità di avvio a scelta dell’utenteLa seconda novità riguarda la modalità con cui si apre l’app all’avvio. Finora la fotocamera si apriva sempre in modalità foto, mentre con Pixel Camera 11 sarà possibile impostare come predefinita anche la modalità video oppure “Magic Capture”.

La preferenza viene rispettata sia avviando l’app dall’icona sia tramite le scorciatoie rapide, come il doppio tocco sul tasto di accensione, riducendo un passaggio per chi utilizza spesso la registrazione video. Al momento “Magic Capture” come modalità di avvio è disponibile solo sui modelli della serie Pixel 11.

Possibile arrivo su Pixel più datatiLe due novità sono per ora confermate solo sulla serie Pixel 11, ma Google in passato ha spesso esteso in un secondo momento le funzioni della fotocamera anche ai modelli precedenti. Mentre “Magic Capture” dipende in parte dalla potenza hardware disponibile, funzioni più legate al software come l’accesso rapido rinnovato e la modalità di avvio personalizzabile hanno maggiori probabilità di sbarcare anche su altri Pixel.

Nuovi controlli rapidi in stile ghiera (disattivati di default)

Modalità di avvio personalizzabile: foto, video o Magic Capture

“Magic Capture” disponibile solo su Pixel 11 per ora

Possibile estensione futura ai modelli Pixel precedenti

Non si tratta di funzioni rivoluzionarie, ma di piccoli accorgimenti che migliorano la comodità d’uso quotidiana per chi scatta e riprende spesso con il proprio Pixel.

#google #android #pixel #pixel11

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Pixel 11 Pro Fold al crash test: si piega ancora, ma niente più batterie in fiamme

Il consueto appuntamento con i test di resistenza estrema targati JerryRigEverything ha coinvolto anche il nuovo pieghevole di [Google](https://androi

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Il consueto appuntamento con i test di resistenza estrema targati JerryRigEverything ha coinvolto anche il nuovo pieghevole di Google, il Pixel 11 Pro Fold. Il verdetto è a due facce: il dispositivo cede ancora durante la prova di piegatura, ripetendo un punto debole già visto nelle generazioni precedenti, ma questa volta senza il grave incidente della batteria che aveva caratterizzato il test dello scorso anno sul Pixel 10 Pro Fold.

La prova di piegatura si conferma il tallone d’AchilleCome da tradizione, la prova più severa arriva nella parte finale del test, quando il dispositivo viene sottoposto a una forte pressione di piegatura in senso contrario alla sua normale apertura. Anche il Pixel 11 Pro Fold non ha retto, cedendo in corrispondenza della zona dell’antenna, lo stesso punto debole già osservato nelle precedenti generazioni di Pixel Fold.

Il cedimento è stato tale da permettere lo smontaggio del dispositivo a mani nude, senza l’ausilio di attrezzi: il pannello frontale si è staccato con la piegatura, mentre anche quello posteriore è risultato relativamente semplice da rimuovere.

Niente più batterie in fiammeLa buona notizia riguarda proprio la batteria: a differenza di quanto accaduto lo scorso anno con il Pixel 10 Pro Fold, che durante un test analogo aveva preso fuoco in modo del tutto inatteso, il Pixel 11 Pro Fold non ha mostrato alcun principio di incendio nonostante il danneggiamento strutturale, un segnale che Google potrebbe aver rivisto la protezione interna della cella.

Schermo esterno più resistente ai graffiTra le note positive spicca anche il comportamento del display esterno, protetto da un materiale ceramico che si è dimostrato decisamente più resistente ai graffi rispetto agli smartphone tradizionali. Nei test con punte di durezza fino al livello 6 della scala Mohs, lo schermo ha mostrato segni minimi, mentre solo al livello 7 sono comparsi graffi più profondi, un risultato comunque superiore rispetto alla media del settore.

Scocca posteriore più fragile del previstoMeno convincente il comportamento del pannello posteriore, realizzato in un composito a base di fibra e vetro: nel test con la lama, il materiale si è graffiato con relativa facilità, mostrando un comportamento più simile a una plastica robusta che a un vetro tradizionale, probabilmente una scelta legata alla necessità di contenere il peso del dispositivo.

Cedimento strutturale confermato durante la piegatura inversa

Nessun principio di incendio della batteria, a differenza del Pixel 10 Pro Fold

Display esterno ceramico, resistente fino a graffi di durezza Mohs 6

Scocca posteriore facilmente graffiabile, simile a plastica robusta

Nel complesso, il Pixel 11 Pro Fold mostra progressi importanti sul fronte della sicurezza rispetto al predecessore, pur confermando che la robustezza strutturale resta ancora la sfida più difficile da risolvere per Google nella categoria dei pieghevoli.

#android #pixel #pixelfold #pixel11

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Pixel 11 Pro, la GPU crolla del 90% sotto stress: è throttling termico voluto?

Una serie di benchmark condotti sul Pixel 11 Pro suggerisce che [Google](https://androidiani.net/category/g

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Una serie di benchmark condotti sul Pixel 11 Pro suggerisce che Google stia applicando un controllo molto aggressivo sulle prestazioni della GPU. In alcuni test, quando il dispositivo raggiunge temperature elevate, il punteggio grafico crolla fino a un decimo del valore registrato a freddo: un comportamento che sembra frutto di una scelta precisa per contenere il surriscaldamento, storico tallone d’Achille della serie Tensor.

Nel 3DMark, peggio del Pixel 10 ProNel test di stress 3DMark Wildlife Extreme, il Pixel 11 Pro riesce a mantenere temperature relativamente contenute, ma il punteggio GPU risulta inferiore a quello ottenuto da Pixel 10 Pro e Pixel 10 Pro XL. Un risultato sorprendente, considerando che il nuovo Tensor G6 dovrebbe teoricamente offrire prestazioni superiori rispetto alla generazione precedente: tutto lascia pensare che, per evitare il surriscaldamento, Google abbia scelto di limitare in modo importante il funzionamento della GPU, più che un limite reale del chip.

Con AnTuTu il calo sfiora il 90%Un secondo benchmark, condotto con AnTuTu, conferma la tendenza in modo ancora più netto. A basse temperature il Pixel 11 Pro ottiene un punteggio GPU di 414.765 punti; una volta raggiunti i 36,7 gradi, il punteggio precipita a 40.362, un calo di circa il 90%. Si tratta di una riduzione molto marcata anche per gli standard del settore, e può penalizzare in modo evidente gli utilizzi che richiedono un carico prolungato su CPU e GPU, come il gaming intenso.

La CPU tiene meglio, poco impatto nell’uso quotidianoDiverso il discorso per la CPU, che secondo gli stessi test non mostra variazioni significative di prestazioni al variare della temperatura. Questo suggerisce che il controllo termico più severo sia circoscritto alla componente grafica, lasciando relativamente indenne l’esperienza d’uso quotidiana, fatta soprattutto di app e operazioni non intensive dal punto di vista grafico.

Prestazioni reali contro benchmark: la strategia di GoogleIl problema del surriscaldamento accompagna la serie Tensor fin dai tempi del Pixel 6, e con il Tensor G6 sembra che Google abbia scelto di privilegiare temperature più contenute a scapito del punteggio nei benchmark sintetici. Le prime recensioni che hanno messo alla prova il Pixel 11 Pro nell’uso quotidiano non segnalano particolari rallentamenti, coerentemente con la linea che Google porta avanti da tempo: puntare sull’esperienza reale dell’utente più che sul semplice picco prestazionale misurato dai software di benchmark.

#android #pixel #pixel11

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Pixel 11: giochi come Genshin Impact ingiocabili, colpa della GPU Tensor G6?

I nuovi Pixel 11 stanno facendo discutere online per un problema decisamente scomodo per una serie di flags

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I nuovi Pixel 11 stanno facendo discutere online per un problema decisamente scomodo per una serie di flagship Google: diversi titoli mobile molto popolari risultano ingiocabili o afflitti da pesanti cali di frame rate. Su Reddit e su vari canali YouTube tecnici si moltiplicano le segnalazioni, che indicano nella nuova GPU PowerVR del chip Tensor G6 la probabile causa del malfunzionamento.

Schermate rosa e frame rate a picco per Genshin ImpactIl caso più discusso riguarda Genshin Impact di HoYoverse: su Pixel 11 il gioco mostrerebbe uno schermo completamente rosa o violaceo, rendendo di fatto impossibile giocare. Non è un episodio isolato: anche Fortnite, Wuthering Waves e Neverness to Everness soffrirebbero di scatti pesanti e cali drastici del frame rate, persino impostando la grafica al minimo dettaglio.

I video di verifica confermano il problemaDiversi creator tecnici hanno documentato il bug con video dettagliati. Il canale Tech Spurt mostra Genshin Impact virare su tonalità rosa e viola, mentre Wuthering Waves scende a un frame rate a singola cifra, quasi uno slideshow. TechOdyssey ha ripreso gli stessi artefatti su Genshin e vistosi scatti su Fortnite, definendo "un problema serio" il fatto che un flagship da oltre 1.300 dollari offra prestazioni peggiori di smartphone di generazioni precedenti. Il canale NL Tech ha invece messo l’accento sull’aspetto tecnico, sottolineando come gli sviluppatori di giochi stiano riducendo il supporto ufficiale alle GPU PowerVR e come la generazione delle shader cache non funzioni correttamente, causando stuttering e crash.

Il dibattito tra utenti: prestazioni gaming contro uso quotidianoSui forum il confronto è acceso. Da un lato c’è chi non accetta che un dispositivo di fascia altissima non riesca a far girare giochi che vanno lisci anche su smartphone di fascia media, temendo ripercussioni anche su compiti come editing foto e video. Dall’altro, c’è chi ricorda che la serie Pixel è pensata soprattutto per fotografia, funzioni IA e un’esperienza software pulita basata su Pixel OS, non per il gaming spinto: chi cerca prestazioni videoludiche dovrebbe orientarsi su altri flagship Android, come i Galaxy, o su dispositivi dedicati come Nintendo Switch o Steam Deck.

Google al lavoro su una soluzioneSecondo alcune indiscrezioni riprese da testate come WIRED, Google starebbe già collaborando con gli sviluppatori di Genshin Impact per risolvere l’incompatibilità. Non è la prima volta che i Pixel richiedono aggiornamenti driver dopo il lancio per sistemare problemi simili, quindi non è escluso che una patch software possa arrivare nelle prossime settimane.

Genshin Impact: schermo rosa/viola, ingiocabile

Fortnite: scatti pesanti anche a dettagli minimi

Wuthering Waves: frame rate a singola cifra

Neverness to Everness: rallentamenti marcati

#android #pixel #bug #pixel11

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I was hoping the rumors of a better telephoto camera on the Pixel 11 Pro would prove true, but sadly, like so many other aspects of the Pixel experien

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I was hoping the rumors of a better telephoto camera on the Pixel 11 Pro would prove true, but sadly, like so many other aspects of the Pixel experience, this too might be WORSE than its predecessor...

https://somegadgetguy.com/2026/08/20/no-pixel-11-pro-does-not-take-better-close-up-photos-than-the-pixel-10-pro/

#tech #technews #google #pixel11 #photo #photography #geek #gadgets #review

#tech #google #photography #photo #geek #review #pixel11 #technews #gadgets

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Pixel 11 in Giappone: con SoftBank il prezzo scende fino a 24 yen in due anni

Google ha reso noti i prezzi dei nuovi Pixel 11, [Pixel 11](htt

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Google ha reso noti i prezzi dei nuovi Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold anche presso i quattro principali operatori giapponesi, offrendo uno spaccato interessante di come i programmi “compra e restituisci” possano abbattere drasticamente il costo reale di un flagship. In Giappone, chi sceglie SoftBank abbinando il cambio operatore (MNP) alla restituzione del device dopo due anni può arrivare a pagare il Pixel 11 base per appena 24 yen, pochi centesimi di euro, nell’arco di due anni.

Al listino pieno, il Google Store resta il più convenienteConsiderando i prezzi pieni, il Pixel 11 da 256GB costa 136.800 yen sul Google Store, contro i 152.680 yen di Docomo/ahamo, i 156.800 yen di au, i 167.040 yen di SoftBank e i 139.900 yen di Rakuten Mobile. Lo stesso schema si ripete, con proporzioni simili, anche per Pixel 11 Pro (da 174.800 yen sul Google Store), Pixel 11 Pro XL (da 207.800 yen) e per il pieghevole Pixel 11 Pro Fold, che parte da 279.900 yen.

I programmi di permuta cambiano tuttoGli operatori giapponesi propongono programmi di rateizzazione che, restituendo il device dopo un certo periodo, azzerano le rate residue: si tratta di “Itsudemo Kaedoki” per Docomo/ahamo, “Sumaho Toku suru Program+” per au, “Shin Toku suru Support+” per SoftBank e “Kaikae Chotoku Program” per Rakuten Mobile. Scegliendo il cambio operatore (MNP) e aderendo a questi piani, il costo reale sui due anni crolla in modo netto per tutti i modelli, con SoftBank che spicca nettamente sulla concorrenza.

Con SoftBank il Pixel 11 costa quasi zeroIncludendo anche i costi accessori — la commissione di 22.000 yen richiesta da Docomo/ahamo, au e SoftBank per aderire al programma (azzerata se si cambia nuovamente device con lo stesso operatore) e i 3.300 yen di pratica amministrativa di Rakuten Mobile — il quadro finale vede SoftBank in testa: il Pixel 11 da 256GB scende a soli 22.024 yen sui due anni, contro i 65.560 yen di Docomo/ahamo, i 54.800 yen di au e i 51.060 yen di Rakuten Mobile. Anche per i modelli superiori la proposta SoftBank resta la più conveniente: 45.760 yen per Pixel 11 Pro, 73.840 yen per Pixel 11 Pro XL e 123.520 yen per Pixel 11 Pro Fold.

Un modello di vendita diverso da quello europeoVa sottolineato che questi prezzi e queste promozioni riguardano il mercato giapponese e non sono direttamente applicabili in Italia o negli altri paesi europei, dove Google e gli operatori adottano listini e offerte differenti. Il caso resta comunque interessante perché mostra quanto i programmi di permuta possano incidere sul costo reale di un flagship, in un mercato che sta assegnando ai nuovi Pixel 11 un ruolo sempre più centrale nella propria strategia Android.

#google #android #pixel #pixel11

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