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Xperia 10 VIII a quasi 100.000 yen: perché l’usato Xperia 5 V resta la scelta più intelligente

Sony ha svelato il prezzo della nuova gamma media Xperia 10 VIII sul mercato giapponese, e la cifra non è passata inosservata: 99.000 yen, circa il 20

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Sony ha svelato il prezzo della nuova gamma media Xperia 10 VIII sul mercato giapponese, e la cifra non è passata inosservata: 99.000 yen, circa il 20% in più rispetto al modello precedente. Un rincaro notevole che, però, non si accompagna a un’evoluzione hardware altrettanto significativa, lasciando non pochi dubbi sulla reale convenienza del nuovo arrivato.

Prezzo in forte aumento, specifiche quasi invariateIl nuovo Xperia 10 VIII arriva sul mercato con chipset e comparto fotografico praticamente identici a quelli della generazione precedente. A fronte di un prezzo che si avvicina ai 100.000 yen, l’assenza di un salto prestazionale concreto rende legittimo chiedersi se il modello meriti davvero l’esborso richiesto, soprattutto in un segmento di fascia media dove il rapporto qualità-prezzo resta il criterio decisivo per gran parte degli acquirenti.

L’alternativa: un Xperia 5 V ricondizionato a metà prezzoUna soluzione decisamente più vantaggiosa arriva dal mercato dell’usato ricondizionato: l’Xperia 5 V, oggi reperibile a partire da circa 53.900 yen, cifra che corrisponde quasi alla metà del prezzo del nuovo Xperia 10 VIII. Si tratta di un modello di tre generazioni precedenti, ma questo non significa che sia tecnologicamente superato.

Il confronto sui benchmark non lascia dubbiI test Geekbench raccontano una storia chiara: l’Xperia 10 VIII si ferma a 882 punti in single-core e 3.084 in multi-core, mentre l’Xperia 5 V, nonostante l’età, raggiunge 1.748 punti in single-core e 5.090 in multi-core. Una differenza di prestazioni enorme, che si traduce in un utilizzo quotidiano decisamente più fluido, dalle operazioni di base all’elaborazione di app più pesanti.

Xperia 10 VIII: Geekbench single-core 882, multi-core 3.084

Xperia 5 V: Geekbench single-core 1.748, multi-core 5.090

Differenza di prezzo: circa 45.000 yen in favore del modello ricondizionato

Attenzione al mito della “fotocamera equivalente”Alcuni confronti online sostengono che il comparto fotografico di Xperia 10 VIII si sia avvicinato a quello di Xperia 5 V, ma questo non basta a colmare il distacco prestazionale generale: la velocità di elaborazione delle immagini e la fluidità complessiva del sistema restano nettamente a favore del modello più vecchio ma più potente.

Conclusione: la scelta più razionaleTra un modello di fascia media appena rincarato e dalle specifiche ferme, e un ex top di gamma ricondizionato che lo supera abbondantemente in potenza a un prezzo inferiore, la scelta più sensata per chi cerca il massimo rapporto qualità-prezzo appare evidente. Chi desidera uno smartphone Sony davvero reattivo potrebbe trovare nell’usato certificato un affare difficile da ignorare rispetto al nuovo Xperia 10 VIII.

#android #sony #xperia

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Xiaomi 17 scalda fino a 50°C: il problema di dissipazione che penalizza il gaming prolungato

Xiaomi 17 finisce sotto i riflettori per un problema di gestione termica che potrebbe infastidire chi lo acquista per gioca

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Xiaomi 17 finisce sotto i riflettori per un problema di gestione termica che potrebbe infastidire chi lo acquista per giocare. Secondo un’analisi condotta da Debayan Roy, analista del canale Gadgetsdata, il flagship compatto di Xiaomi può raggiungere temperature interne di circa 50°C durante i benchmark, con una dissipazione del calore non uniforme che porta a un marcato throttling termico nelle sessioni di gioco prolungate.

Un corpo compatto, poco spazio per il caloreXiaomi 17 integra il potente Snapdragon 8 Elite Gen 5 in un corpo relativamente compatto, una combinazione che limita lo spazio disponibile per la dissipazione del calore. Secondo Roy, nei test di benchmark il dispositivo arriva a toccare i 50°C, un valore elevato per uno smartphone di questa categoria.

La filosofia di Xiaomi: prestazioni prima di tuttoIl problema non riguarderebbe solo il chipset: secondo l’analisi, Xiaomi e POCO tendono a privilegiare il mantenimento delle massime prestazioni anche quando la temperatura si avvicina ai 50°C, invece di limitare precocemente la potenza per contenere il calore. Un approccio diverso rispetto a OPPO, OnePlus e realme, che intervengono già tra i 40 e i 45°C in assenza di una modalità prestazioni dedicata, mentre Samsung segue un orientamento simile, più conservativo sul fronte termico.

Il vero problema è la distribuzione del caloreOltre alla temperatura massima, Roy individua nella cattiva distribuzione interna del calore il nodo principale: processore e scheda madre, concentrati nella parte superiore del telefono vicino al comparto fotografico, generano un accumulo localizzato che rende più lento anche il raffreddamento successivo, favorendo un throttling più marcato nelle sessioni di gioco lunghe.

Temperatura di picco nei benchmark: circa 50°C

Calore concentrato nella parte superiore, vicino alle fotocamere

Consumo della batteria più elevato nei carichi prolungati

Nessun allarme per l’uso quotidianoSecondo Roy, chi utilizza Xiaomi 17 per navigazione, social e video non dovrebbe riscontrare le stesse temperature elevate osservate nei benchmark, poiché questi scenari non richiedono di sfruttare a lungo tutta la potenza dello Snapdragon 8 Elite Gen 5. Per chi invece gioca intensamente e per lunghe sessioni, l’analista consiglia di valutare alternative con un corpo più ampio e un sistema di dissipazione più efficiente, come OnePlus 15, mentre per Xiaomi resterebbe auspicabile introdurre in futuro una modalità prestazioni selezionabile dall’utente, sul modello di quanto già fanno OPPO e OnePlus.

#android #snapdragon #xiaomi17

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Google Fitbit Edge: trapelano foto e specifiche del nuovo activity tracker con GPS e 7 giorni di autonomia

Un’importante fuga di notizie ha svelato in dettaglio il nuovo fitness tracker di Google, inizialmente att

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Un’importante fuga di notizie ha svelato in dettaglio il nuovo fitness tracker di Google, inizialmente atteso con il nome Fitbit Charge 7 ma che a quanto pare debutterà come Fitbit Edge. Dopo che un’inserzione pubblicitaria lo aveva accidentalmente mostrato in anticipo nei giorni successivi al lancio dei Pixel 11, alcuni media internazionali sono riusciti a ottenere il materiale marketing completo del prodotto.

A metà strada tra Fitbit Air e Pixel Watch 5Fitbit Edge si posizionerebbe in una fascia intermedia tra l’entry level Fitbit Air e il più completo Pixel Watch 5. Il design adotta una forma ovale allungata, con un tasto fisico sul lato destro, sensori sul retro e appositi pulsanti per sganciare il cinturino. Sono previste cinque varianti di colore, tre delle quali già confermate dalle immagini trapelate e in linea con le tonalità disponibili sui Pixel 11.

Schermo touch, GPS e sette giorni di batteriaIl dispositivo monta un display touch di forma ovale e, oltre alle funzioni classiche di un activity tracker, supporterebbe app come YouTube Music e Google Maps, ampliando le possibilità d’uso rispetto a un semplice contapassi. A bordo è presente anche il GPS, per registrare con precisione i percorsi delle attività sportive, insieme al riconoscimento automatico delle attività e alla misurazione dell’altitudine. L’autonomia stimata è di sette giorni, un dato interessante per chi vuole ridurre la frequenza delle ricariche.

Display touch di forma ovale con cinque colorazioni previste

GPS integrato e riconoscimento automatico delle attività

Autonomia dichiarata fino a 7 giorni

Compatibilità con Android e iPhone

Prezzo stimato tra 149 e 199 dollari

Compatibile sia con Android che con iPhoneFitbit Edge non sarà riservato agli utenti Android: il dispositivo dovrebbe funzionare anche con iPhone, ricevendo le notifiche via Bluetooth. È previsto inoltre il supporto alla funzione “Trova il mio dispositivo” di Google, per localizzare il tracker direttamente dallo smartphone.

Prezzo indicativo tra 149 e 199 dollariSecondo le indiscrezioni, il prezzo di vendita dovrebbe collocarsi tra 149 e 199 dollari, anche se al momento non sono ancora noti né il listino né la data di lancio per il mercato italiano. Se le informazioni saranno confermate, Fitbit Edge diventerebbe un prodotto in grado di coniugare la semplicità dei fitness tracker con funzionalità più vicine a quelle di uno smartwatch, segnando una nuova fase nella strategia di Google per il marchio Fitbit.

#google #android #pixel #fitbit

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Red Magic lancia Cooler 8 Pro: la ventola per smartphone che promette 36W di raffreddamento

Red Magic ha presentato il nuovo accessorio di raffreddamento Cooler 8 Pro Dark Zone Breakout Limited Edition, pensato per contrastare il surriscaldam

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Red Magic ha presentato il nuovo accessorio di raffreddamento Cooler 8 Pro Dark Zone Breakout Limited Edition, pensato per contrastare il surriscaldamento degli smartphone durante le sessioni di gioco più intense. Il dispositivo si aggancia direttamente al telefono per dissipare il calore interno e viene proposto in Cina al prezzo di 229 yuan, circa 30 euro al cambio attuale.

Un design dedicato al gamingLa variante limitata adotta una colorazione gialla e argento con finiture che richiamano la fibra di carbonio, in perfetto stile gaming. Nella confezione sono inclusi anche adesivi decorativi, per personalizzare sia lo smartphone che la ventola stessa secondo i propri gusti.

Un chip di raffreddamento da 1.640 mm²Il cuore del Cooler 8 Pro è un ampio chip di raffreddamento con una superficie di 1.640 mm², all’interno del quale sono integrati 124 elementi termoelettrici incaricati di trasferire rapidamente il calore generato dal telefono verso l’esterno. Red Magic parla di un incremento delle prestazioni di raffreddamento del 130% rispetto al modello precedente.

Potenza massima di raffreddamento: 36W

Riduzione della temperatura dello smartphone fino a 80°C durante il gioco intenso

Temperatura minima della superficie di contatto: fino a -25°C a riposo

Ventola a 11 pale, rotazione massima 6.500 rpm

Serve un alimentatore adeguatoPer sfruttare al massimo le capacità del Cooler 8 Pro è necessario un alimentatore da almeno 45W, con Red Magic che consiglia addirittura un caricatore da 65W per ottenere le prestazioni di raffreddamento più elevate. È possibile alimentare l’accessorio direttamente dallo smartphone, ma in questo caso la velocità della ventola si riduce sensibilmente e la capacità di raffreddamento scende a circa la metà.

Per chi gioca davvero a lungoNon tutti gli utenti hanno bisogno di una soluzione così potente: chi gioca con titoli leggeri può accontentarsi di ventole più economiche. Per chi invece affronta sessioni prolungate con titoli esigenti, il Cooler 8 Pro rappresenta un’opzione interessante per contenere il calo delle prestazioni e del frame rate, con un prezzo competitivo per le specifiche offerte.

#android #redmagic

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Sharp aggiorna AQUOS sense10 ad Android 17: ecco tutte le novità

Sharp ha avviato in Giappone il rilascio dell’aggiornamento ad Android 17 per il suo smartphone di fascia media AQUOS sense10 (SH-M33). L’update porta

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Sharp ha avviato in Giappone il rilascio dell’aggiornamento ad Android 17 per il suo smartphone di fascia media AQUOS sense10 (SH-M33). L’update porta con sé numerose novità, dall’integrazione con l’assistente AI proprietario fino a funzioni di personalizzazione, salute e sicurezza più evolute.

Integrazione più profonda con l’assistente AI NIAHUna delle novità principali riguarda il collegamento con NIAH, il servizio di intelligenza artificiale che Sharp ha introdotto per connettere smartphone ed elettrodomestici di casa. Dopo l’aggiornamento sarà possibile avviare rapidamente l’app premendo due volte il tasto di accensione, mentre le notifiche di NIAH saranno visibili anche dalla schermata di blocco.

Più personalizzazione per home e lockscreenL’update introduce anche la funzione “Home Deco”, che permette di creare widget personalizzati a partire da immagini a piacere per decorare schermata home e lockscreen. La funzione di sfondo casuale si arricchisce inoltre di una selezione automatica basata su intelligenza artificiale, capace di scegliere le foto più riuscite tra gli scatti recenti.

Salute, fotocamera e sicurezza più completeLa storica app contapassi si evolve in “Karada Mate”, un’applicazione di salute completa che raccoglie dati su alimentazione, sonno, attività fisica e condizioni generali, con possibilità di collegamento ai dispositivi wearable Sharp. Sul fronte fotografico arrivano il ribaltamento selfie nei video e il salvataggio automatico della foto originale prima delle elaborazioni, mentre la funzione “Privacy Safe” oscura automaticamente informazioni sensibili come indirizzi nelle immagini condivise sui social.

Avvio rapido di NIAH con doppio click del tasto accensione

Nuova app salute “Karada Mate” con dati su sonno, dieta e attività

Funzione “Privacy Safe” per oscurare dati sensibili nelle foto

Blocco delle chiamate internazionali sconosciute

Volume dedicato per assistenti vocali come Google Gemini e NIAH

Nuova protezione contro le truffe telefonicheTra le novità più pratiche spicca il blocco delle chiamate internazionali in arrivo da numeri non in rubrica, pensato per contrastare le truffe telefoniche. Infine, è stata aggiunta una regolazione del volume indipendente per gli assistenti vocali come Google Gemini e NIAH, separata da quella delle notifiche generali. Sharp consiglia di scaricare l’aggiornamento tramite rete Wi-Fi per evitare consumi di dati mobili.

#android #gemini #android17 #aquos #sharp

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Galaxy S27 Ultra, addio al viola: in arrivo la colorazione “Light Pink”

Nuove indiscrezioni sul futuro top di gamma Samsung riguardano questa volta la gamma colori. Secondo il n

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Nuove indiscrezioni sul futuro top di gamma Samsung riguardano questa volta la gamma colori. Secondo il noto leaker Ice Universe, il Galaxy S27 Ultra dovrebbe essere proposto in quattro tonalità principali: nero, blu, rosa chiaro e bianco, con l’aggiunta di una colorazione speciale viola per completare la gamma.

Il rosa chiaro prende il posto del viola classicoLa vera novità riguarda il rosa chiaro, una tonalità che non compariva tra le colorazioni del Galaxy S26 Ultra. L’attuale generazione propone infatti un viola scuro e un rosa dorato, lasciando quindi ipotizzare che Samsung abbia deciso di sostituire la tonalità viola tradizionale con un rosa più tenue e delicato per il nuovo modello. Al momento non sono ancora note le tonalità esatte, né se il blu riprenderà lo stesso stile dello sky blue visto sul modello precedente.

Una variante viola riservata come colore specialeIn un secondo momento, Ice Universe ha aggiornato le informazioni precisando che oltre alle quattro colorazioni principali sarà disponibile anche una tonalità viola come variante speciale, probabilmente distribuita in edizione limitata o tramite canali di vendita selezionati, come già accaduto in passato con colorazioni esclusive del Samsung Online Store.

Colori base previsti: nero, blu, rosa chiaro, bianco

Colore speciale aggiuntivo: viola

Possibile fotocamera da 200MP Samsung ISOCELL HP6

Teleobiettivo 5x potenziato, possibile addio al 3x

Cambia anche il design del comparto fotograficoOltre alla palette cromatica, il Galaxy S27 Ultra dovrebbe introdurre importanti cambiamenti estetici, in particolare nella parte posteriore. Le indiscrezioni più recenti parlano di un ampio modulo fotografico che ricorda le soluzioni adottate da iPhone 17 Pro e iPhone 18 Pro, con un sensore principale da 200MP Samsung ISOCELL HP6 e un teleobiettivo 5x potenziato, a fronte della possibile eliminazione dell’attuale teleobiettivo 3x. In compenso, si parla di una batteria con capacità sensibilmente aumentata, mantenendo comunque uno spessore simile a quello attuale.

Galaxy S27 Pro potrebbe condividere le stesse colorazioniDato che il Galaxy S27 Pro dovrebbe debuttare insieme all’Ultra con un design e specifiche simili, è plausibile che le due varianti condividano anche la gamma colori. Resta comunque il fatto che si tratta ancora di indiscrezioni: solo con la presentazione ufficiale sapremo se Samsung confermerà davvero il passaggio dal viola classico al più delicato rosa chiaro.

#android #leak #galaxy #samsung

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Galaxy S27 Pro potrebbe avere solo Exynos 2700, niente Snapdragon in alcuni paesi

Nuove informazioni sulla gamma Galaxy S27 riguardano questa

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Nuove informazioni sulla gamma Galaxy S27 riguardano questa volta il chipset del modello Pro, variante che secondo le indiscrezioni affiancherà per la prima volta Galaxy S27 e Galaxy S27+ nella line-up 2027. Secondo il sito coreano The Elec, in alcune regioni il Galaxy S27 Pro potrebbe essere disponibile esclusivamente con il processore Exynos 2700 di Samsung, senza alternativa Snapdragon.

Europa e Corea con Exynos, Cina e Stati Uniti con SnapdragonSecondo il report, tutti i modelli della gamma S27 — standard, Plus e Pro — adotteranno l’Exynos 2700 in Europa e Corea del Sud, mentre Cina e Stati Uniti riceveranno le varianti equipaggiate con Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6. Samsung punterebbe inoltre ad aumentare la produzione dell’Exynos 2700 di circa il 10% rispetto alla generazione precedente, un segnale che conferma l’intenzione di estendere l’uso del chip proprietario a più modelli della serie.

Il nuovo Galaxy S27 Pro si allinea al resto della gammaIl Galaxy S27 Pro nascerebbe come modello intermedio, posizionato sopra lo standard e il Plus, con possibili differenziazioni su fotocamera e display. Sul fronte del chipset, tuttavia, condividerebbe la stessa strategia regionale degli altri modelli della serie, il che significa che in Europa e Corea del Sud non sarà possibile scegliere una variante Snapdragon.

Europa e Corea del Sud: Galaxy S27, S27+ e S27 Pro con Exynos 2700

Cina e Stati Uniti: varianti con Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6

Produzione dell’Exynos 2700 in aumento di circa il 10%

Ancora da decidere l’eventuale uso dell’Exynos sul modello Ultra

Per l’Ultra la decisione non è ancora definitivaDiverso il discorso per il Galaxy S27 Ultra, il modello di punta della serie: secondo The Elec, Samsung non avrebbe ancora deciso se adottare l’Exynos 2700 anche su questo modello. Se la scelta dovesse ricadere sul chip proprietario, si tratterebbe del primo Ultra con Exynos dai tempi del Galaxy S22 Ultra, lanciato nel 2022. Internamente, la divisione Samsung LSI spingerebbe per l’adozione del proprio chip, mentre la divisione Mobile Experience valuterebbe con più cautela prestazioni, consumi e costi di produzione.

Tutto dipenderà dal confronto diretto con lo SnapdragonSe l’Exynos 2700 dovesse davvero estendersi a più modelli della gamma S27, il vero banco di prova sarà il confronto con lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, soprattutto per quanto riguarda consumi, gestione termica e autonomia. Un’eventuale differenza prestazionale marcata tra le due varianti rischierebbe di creare percezioni diverse del prodotto in base al mercato di vendita, alimentando ulteriormente il dibattito attorno alla strategia dei chip Samsung.

#android #galaxy #samsung #snapdragon #exynos

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Pixel più lenti dopo Android 17 QPR1: GrapheneOS individua un bug, Google deve ancora correggerlo

Dallo scorso settembre, numerosi utenti Pixel segnalano rallentamenti, scatti e blocchi dopo l’installazio

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Dallo scorso settembre, numerosi utenti Pixel segnalano rallentamenti, scatti e blocchi dopo l’installazione dell’aggiornamento Android 17 QPR1. A fare chiarezza sul problema è intervenuto il team di GrapheneOS, il sistema operativo alternativo orientato alla privacy, che ha individuato almeno una delle cause responsabili del calo di prestazioni.

Un bug che non riguarda solo GrapheneOSSecondo GrapheneOS, il problema non nasce da un’implementazione specifica del proprio sistema, ma da una regressione presente nei componenti software che Google fornisce per i dispositivi Pixel. Questo significa che il bug può potenzialmente colpire anche chi utilizza Android stock sui Pixel, non essendo legato a modifiche di terze parti.

Scatti e blocchi quando la memoria è sotto pressioneIl bug si manifesterebbe principalmente quando la memoria del dispositivo è sotto forte pressione, causando scatti, ritardi e blocchi temporanei dell’interfaccia. Nei casi più gravi, alcuni processi che non rispondono vengono terminati forzatamente dal sistema, provocando il crash delle app in uso. GrapheneOS ha dichiarato di aver riscontrato lo stesso problema dopo l’adozione dei nuovi firmware e driver di Google, risolvendolo già nelle versioni più recenti del proprio sistema.

Causa: regressione in componenti software Google per Pixel, non specifica di GrapheneOS

Sintomi: scatti, rallentamenti, blocchi e crash di app in condizioni di memoria sotto pressione

GrapheneOS ha già corretto il problema nelle versioni più recenti

Gli utenti Pixel stock devono attendere una correzione da Google

I dati confermano le segnalazioni degli utentiLa scoperta di GrapheneOS si allinea con quanto riportato da tempo dagli utenti Pixel. In un sondaggio condotto da Android Authority, il calo delle prestazioni è risultato il problema più segnalato dopo l’aggiornamento ad Android 17 QPR1, con circa il 20% degli utenti che ha dichiarato di aver riscontrato nuovi problemi di questo tipo. Circa il 31% degli intervistati, invece, non ha notato alcun cambiamento negativo, segno che il bug non colpisce in modo uniforme tutti i dispositivi.

Ora la palla passa a GoogleChi utilizza un Pixel con Android stock dovrà attendere che Google rilasci una correzione ufficiale. Al momento non è chiaro se la patch arriverà già con l’aggiornamento di ottobre o se sarà necessario attendere Android 17 QPR2. Resta comunque significativo che, grazie al lavoro di GrapheneOS, sia stata individuata almeno una delle cause concrete dietro ai rallentamenti lamentati da una parte della community Pixel.

#android #pixel #android17 #bug #grapheneos

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Motorola Signature 27 nel mirino: segnalati crash con lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6

Il nuovo flagship Motorola Signature 27, atteso sul mercato tra ottobre e novembre, potrebbe nascere con

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Il nuovo flagship Motorola Signature 27, atteso sul mercato tra ottobre e novembre, potrebbe nascere con un problema delicato. Diverse segnalazioni provenienti dalla Cina riferiscono di schermate nere improvvise, riavvii e crash su smartphone equipaggiati con lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 durante l’uso di app e giochi particolarmente esigenti.

Il problema riguarderebbe diversi modelli con lo stesso chipLo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 è l’ultimo chip di fascia alta presentato da Qualcomm al Snapdragon Summit, realizzato con processo produttivo a 2 nanometri e pensato per offrire prestazioni elevate insieme a una maggiore efficienza energetica. Tra i dispositivi coinvolti nelle segnalazioni figurano Honor Magic Pro Max, la serie Xiaomi 18 Pro e iQOO 16, con utenti cinesi che riportano schermate nere, riavvii improvvisi e crash di app e sistema durante sessioni di gioco intense.

Le segnalazioni arrivano da fonti social, serve cautelaLe informazioni sono state diffuse sui social da account come Tech Home e Abhishek Yadav, che hanno pubblicato alcuni screenshot di utenti che segnalano il problema. Trattandosi perlopiù di contenuti in lingua cinese, al momento non è possibile verificare con precisione le condizioni esatte in cui si verifica il malfunzionamento, né affermare con certezza che il problema riguardi in modo generalizzato tutti i device con questo chipset.

Il sospetto cade su una tensione troppo bassaSecondo l’ipotesi avanzata da Abhishek Yadav, la causa potrebbe risiedere in una calibrazione del voltaggio troppo aggressiva lato firmware, pensata per ridurre i consumi della batteria. In condizioni di carico elevato, però, il processore non riceverebbe energia sufficiente, con conseguente instabilità del sistema. Al momento, né Qualcomm né i produttori coinvolti hanno fornito spiegazioni ufficiali.

Dispositivi coinvolti: Honor Magic Pro Max, Xiaomi 18 Pro, iQOO 16

Sintomi: schermo nero, riavvii improvvisi, crash di app e sistema

Causa sospetta: tensione insufficiente in condizioni di carico elevato

Nessuna conferma ufficiale da Qualcomm o dai produttori

Il processo a 2nm non sembra la causaAlcuni osservatori hanno ipotizzato un collegamento con il nuovo processo produttivo a 2 nanometri di TSMC, ma al momento non ci sono prove concrete a sostegno. Un parallelismo citato riguarda l’iPhone 18 Pro, anch’esso basato su un chip a 2nm (l’A20 Pro), che ha sofferto di riavvii improvvisi risolti da Apple con un aggiornamento software legato al sensore Face ID, confermando che la causa non era legata al processo produttivo in sé.

Possibile correzione prima del lancioMotorola Signature 27 è stato annunciato a settembre 2026 e il lancio sul mercato è previsto tra ottobre e novembre. Se il problema fosse davvero legato al firmware e non all’hardware, potrebbe essere risolto con un aggiornamento OTA prima o poco dopo il debutto commerciale. Il dispositivo è peraltro il primo fuori dalla famiglia Pixel a supportare ufficialmente GrapheneOS, un dettaglio che lo rende ancora più interessante da monitorare quando arriveranno le prime recensioni con hardware definitivo.

#android #snapdragon #motorola #bug

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Android Auto verso l’addio ad Android 10: Android 11 potrebbe diventare il requisito minimo

Google potrebbe essere pronta a interrompere il supporto di Android Auto sui dispositivi con Android 10. D

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Google potrebbe essere pronta a interrompere il supporto di Android Auto sui dispositivi con Android 10. Diversi utenti segnalano di aver ricevuto, collegando il telefono all’auto, un avviso che annuncia la futura impossibilità di utilizzare il servizio su questa versione del sistema operativo.

Avviso di fine supporto per gli utenti Android 10Le segnalazioni, raccolte da più fonti, riguardano smartphone come Samsung Galaxy Note 9, Galaxy S9 e Sony Xperia XZ2 Compact: dispositivi che, ufficialmente, non hanno mai superato Android 10 negli aggiornamenti software. Il messaggio informerebbe gli utenti che, non potendo aggiornare il telefono alla versione richiesta, Android Auto smetterà presto di funzionare sui loro dispositivi.

Google non ha ancora confermato il cambiamentoAl momento, la pagina di supporto ufficiale continua a indicare Android 9 Pie come requisito minimo per la connessione cablata, mentre per la connessione wireless è già richiesto Android 11. Ciò che rende particolare la vicenda è che gli avvisi di fine supporto risulterebbero visibili anche per i collegamenti via cavo, lasciando ipotizzare che Google stia per innalzare anche questo requisito ad Android 11.

Requisito attuale per connessione cablata: Android 9 Pie

Requisito attuale per connessione wireless: Android 11

Dispositivi coinvolti nelle segnalazioni: Galaxy Note 9, Galaxy S9, Xperia XZ2 Compact

Precedenti innalzamenti dei requisiti: 2022 (fine supporto Android 8), 2024 (minimo Android 9)

Non è la prima volta che Android Auto stringe i requisitiGoogle ha già tagliato gradualmente il supporto alle versioni più datate di Android: nel 2022 è terminato il supporto per Android 8 Oreo e versioni precedenti, mentre nel 2024 il requisito minimo è salito ad Android 9 Pie. Anche gli sviluppatori di Open Headunit hanno confermato che alcune funzioni più recenti di Android Auto non sono più disponibili sui dispositivi con Android 10 o versioni precedenti.

Cosa possono fare gli utenti coinvoltiSenza un annuncio ufficiale di Google né una data di fine supporto confermata, è presto per dire con certezza che i device con Android 10 perderanno a breve l’accesso ad Android Auto. Se il cambiamento dovesse essere confermato, chi possiede uno smartphone bloccato su questa versione e non più aggiornabile dovrà valutare l’uso di ROM personalizzate oppure il passaggio a un dispositivo più recente con Android 11 o superiore, per continuare a utilizzare il servizio in auto senza interruzioni.

#google #android #androidauto

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Motorola annuncia l’aggiornamento ad Android 17 per 19 modelli in Giappone, tra cui il moto g66j

Motorola ha svelato l’elenco dei modelli venduti sul mercato giapponese che riceveranno l’aggiornamento

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Motorola ha svelato l’elenco dei modelli venduti sul mercato giapponese che riceveranno l’aggiornamento ad Android 17. La lista comprende, tra gli altri, il più recente motorola razr fold, insieme a diversi modelli delle serie razr, edge e moto g.

Android 17 arriva insieme alla nuova interfaccia Hello UIGoogle ha rilasciato ufficialmente Android 17 nel giugno 2026, e i vari produttori stanno ora distribuendo progressivamente l’aggiornamento ai modelli compatibili. Nel caso di Motorola, l’update porterà anche la nuova interfaccia utente Hello UI, mentre alcuni modelli di fascia alta beneficeranno anche della funzione AI proprietaria Qira.

Ecco i 19 modelli coinvoltiI dispositivi attualmente annunciati per il mercato giapponese come destinatari dell’aggiornamento ad Android 17 sono i seguenti:

motorola razr fold

motorola razr 60 ultra, razr 60, razr 60d, razr 60s

motorola razr 50 ultra, razr 50, razr 50d, razr 50s

motorola edge 70 fusion, edge 60 pro, edge 60s pro, edge 60

motorola edge 50 pro, edge 50s pro

moto g66j 5G, moto g66y 5G, moto g37j, moto g37

Coinvolti anche i modelli degli operatoriL’aggiornamento non riguarda solo le versioni SIM free vendute direttamente dal produttore: anche i modelli distribuiti dagli operatori giapponesi NTT Docomo, au, Rakuten Mobile e SoftBank risultano tra i dispositivi confermati per il passaggio ad Android 17, incluse le varianti localizzate come razr 50d, razr 60d e moto g37j.

Non tutti i modelli Android 16 faranno il saltoVa sottolineato che non tutti gli smartphone attualmente aggiornati ad Android 16 riceveranno necessariamente Android 17. Modelli come motorola razr 40 ultra e razr 40, ad esempio, non figurano nell’elenco attuale, mentre per l’entry level moto g06 le probabilità di ricevere il nuovo aggiornamento appaiono piuttosto basse.

Focus sulle gamme più recentiDall’elenco emerge chiaramente la strategia di Motorola: concentrare l’aggiornamento soprattutto sulle serie razr ed edge più recenti, estendendolo anche ad alcuni modelli della gamma moto g come il moto g66j 5G, il moto g66y 5G e il moto g37. Le tempistiche precise di rilascio per ciascun modello non sono ancora state comunicate e potrebbero variare in base al dispositivo e all’operatore di riferimento, con un calendario di distribuzione che Motorola renderà noto progressivamente nelle prossime settimane.

#android #motorola #android17

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Xiaomi 18 Ultra cancellato: ecco le specifiche mostruose del flagship che non vedremo mai

Secondo nuove indiscrezioni diffuse dai noti leaker Abhishek Yadav e Digital Chat Station, Xiaomi avrebbe

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Secondo nuove indiscrezioni diffuse dai noti leaker Abhishek Yadav e Digital Chat Station, Xiaomi avrebbe deciso di cancellare lo sviluppo del flagship Xiaomi 18 Ultra. Insieme alla notizia della cancellazione, sono emerse anche le specifiche complete che il dispositivo avrebbe dovuto portare in dote, scatenando grande interesse tra gli appassionati di tecnologia.

Un comparto fotografico da record: tripla fotocamera da 200MPSecondo quanto riportato, Xiaomi 18 Ultra era stato concepito come una vera e propria “macchina mostruosa” sul fronte fotografico, con sensore principale, ultragrandangolare e teleobiettivo periscopico tutti dotati di risoluzione da 200 megapixel. Il sensore principale, da 1/1,12 pollici, avrebbe adottato la tecnologia LOFIC per ridurre le zone bruciate nelle scene ad alto contrasto, mentre il teleobiettivo periscopico avrebbe utilizzato un sensore da 1/1,28 pollici, più grande di quello visto su Xiaomi 17 Ultra, con zoom ottico continuo. Si parlava inoltre di possibili obiettivi multispettrali e di un sistema magnetico per lenti esterne aggiuntive.

Display a bordi ultrasottili e benchmark oltre i 5 milioni di puntiOltre alla fotocamera, anche display e prestazioni avrebbero rappresentato un salto generazionale.

Display completamente piatto con cornici di appena 1mm su tutti i lati

Punteggio benchmark atteso superiore a 5 milioni di punti

Doppio speaker simmetrico e motore haptic “0916”

Tripla fotocamera da 200MP con tecnologia LOFIC

Il prezzo troppo alto dietro la cancellazioneIl motivo principale dietro la rinuncia al progetto sarebbe il costo di produzione. Secondo le verifiche interne di Xiaomi, la configurazione base da 12GB di RAM e 256GB di storage avrebbe raggiunto un prezzo di 9.999 yuan, equivalenti a circa 1.300 euro al cambio attuale. Un listino giudicato troppo elevato per garantire volumi di vendita sostenibili nel tempo, portando l’azienda a bloccare lo sviluppo del modello Ultra per questa generazione.

Si guarda già a Xiaomi 19 UltraCon la cancellazione del 18 Ultra, la generazione Xiaomi 18 proseguirà senza una variante di punta: sul mercato cinese sono già arrivati Xiaomi 18 Pro e Xiaomi 18 Pro Max, mentre il modello base Xiaomi 18 è atteso per dicembre. L’eredità del progetto Ultra, con le sue specifiche eccezionali, dovrebbe quindi essere raccolta dal futuro Xiaomi 19 Ultra, che gli appassionati attendono ora con ancora più curiosità.

#android #leak #xiaomi18

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Ordo: finalmente un po' di ordine nel caos del web
@diggita@mastodon.social

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Ordo: finalmente un po' di ordine nel caos del web
@diggita@mastodon.social

https://webappsmagazine.blogspot.com/2026/10/ordo-finalmente-un-po-di-ordine-nel.html

#android #ios #app #produttivita #organizzazione

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🎉 Aggiornamento di Pixelfed.uno completato!

L’aggiornamento è andato a buon fine. Ora abbiamo bisogno del vostro aiuto: segnalateci eventuali bug o p

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🎉 Aggiornamento di Pixelfed.uno completato!

L’aggiornamento è andato a buon fine. Ora abbiamo bisogno del vostro aiuto: segnalateci eventuali bug o problemi, così possiamo verificare che quelli già presenti siano stati risolti e che non ne siano comparsi di nuovi: https://pixelfed.uno

📸 Cos’è Pixelfed?

Pixelfed è uno dei principali progetti del Fediverso per offrire un’alternativa libera, etica e decentralizzata a Instagram.

🇮🇹 Pixelfed.uno è dal 2020 la prima istanza italiana di Pixelfed. Come mastodon.uno, è inoltre tra i primi 3 server consigliati al mondo dagli sviluppatori del progetto: (attualmente siamo al secondo posto!) ❤️

Il progetto è gestito da @devol@pixelfed.uno e fa parte dell’ecosistema dell’associazione no-profit @fedimedia.

👉 Se usate https://Pixelfed.uno, fateci sapere come va dopo l’aggiornamento. Ogni segnalazione ci aiuta a mantenere il servizio stabile, sicuro e sempre più piacevole da usare. ❤️

📱 Inoltre qualcuno vuole provare la nuova app di Pixelfed per Android?

È già possibile scaricare l’APK della nuova versione Pixelfed 2.0 ✨️

Scarica l’APK da GitHub: https://github.com/pixelfed/pixelfed-rn/releases/tag/v2.0.0

🚀 La nuova app Pixelfed 2.0 è davvero velocissima, tutto sembra molto più fluido e reattivo, e i miglioramenti si notano chiaramente, anche sul lato backend, Davvero un ottimo lavoro da parte del team Pixelfed! 👏❤️

@fediverso@diggita.com

#fediverso #fediverse #devol #android #foto #pixelfed #pixelfeduno #app #immagini #fedimedia

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Sony Xperia 10 VIII, lo stesso Snapdragon 6 Gen 3 ma prestazioni sotto stress peggiori della Xperia 10 VII

Sony ha appena lanciato la sua nuova Xperia 10 VIII, ma i primi test indipendenti mettono in luce un difetto inatteso: nonostante monti lo stesso Snap

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Sony ha appena lanciato la sua nuova Xperia 10 VIII, ma i primi test indipendenti mettono in luce un difetto inatteso: nonostante monti lo stesso Snapdragon 6 Gen 3 della generazione precedente, il nuovo modello perde terreno proprio quando il processore viene messo sotto pressione per periodi prolungati, con prestazioni sostenute ben inferiori a quelle della Xperia 10 VII.

Lo stress test di 3DMark mostra un calo marcatoA evidenziare il problema è stata la recensione pubblicata da Notebookcheck il 28 settembre, basata su un’unità fornita dalla filiale tedesca di Sony. Nei benchmark singoli le due Xperia si comportano in modo quasi identico, con punteggi molto vicini in Wild Life Extreme e Wild Life Unlimited. Il quadro cambia radicalmente con lo stress test di 3DMark, che misura quanto un dispositivo riesce a mantenere il punteggio massimo quando il carico si prolunga nel tempo.

In tutti e tre i test considerati, la Xperia 10 VII ha mantenuto una stabilità intorno al 99%, mentre la Xperia 10 VIII è scesa a valori compresi tra il 75,7% e l’86%. Un risultato che indica una gestione termica meno efficace, più che un reale calo di potenza del Snapdragon 6 Gen 3 montato sul nuovo modello.

Temperature più alte e autonomia in caloDurante il test sotto carico, a una temperatura ambiente di 22°C, la Xperia 10 VIII ha toccato i 45,4°C sul fronte e i 47,6°C sul retro: valori elevati, anche se non pericolosi per la scocca. Il problema si riflette anche sull’autonomia: nel test di navigazione Wi-Fi con luminosità a 150 nit, la Xperia 10 VIII ha raggiunto 19 ore e 50 minuti, contro le 23,9 ore della Xperia 10 VII, pur condividendo la stessa batteria da 5.000 mAh.

Un problema hardware o solo software?Il fatto che due smartphone con lo stesso chip e la stessa capacità della batteria si comportino così diversamente fa pensare a modifiche nel sistema di dissipazione del calore o nella gestione software dei consumi durante i carichi prolungati. Trattandosi però dei risultati di una sola unità di recensione, non è escluso che un futuro aggiornamento software possa correggere il comportamento della Xperia 10 VIII, migliorando sia la gestione termica che l’autonomia. Resta da vedere se altri test su ulteriori esemplari confermeranno questa tendenza.

#android #snapdragon #sony #xperia

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Lo smartphone non si carica più bene? Prova a pulire la porta USB-C prima di portarlo in assistenza

Il cavo che non entra più fino in fondo, la carica che parte solo inclinando leggermente lo spinotto, oppure che funziona soltanto con alcuni cavi: so

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Il cavo che non entra più fino in fondo, la carica che parte solo inclinando leggermente lo spinotto, oppure che funziona soltanto con alcuni cavi: sono sintomi comuni quando uno smartphone sembra avere la porta USB-C danneggiata. Prima di pensare al peggio e portare il telefono in assistenza, però, vale la pena controllare se il problema sia semplicemente accumulo di polvere e sporco all’interno del connettore.

Un problema più comune di quanto si pensiLa porta USB-C si trova sul fondo del telefono, un punto particolarmente esposto quando il dispositivo viene portato in tasca o in borsa. Pelucchi e polvere fine tendono a infilarsi con facilità, e ogni volta che si inserisce ed estrae il cavo questi residui vengono spinti più in profondità, fino a compattarsi. Il risultato è che lo spinotto non raggiunge più la posizione corretta, causando contatti instabili e difficoltà di ricarica.

Come capire se è davvero un problema di sporcoIl segnale più chiaro è un cavo che entra storto o che si sfila con facilità rispetto a prima. Anche la necessità di usare solo certi cavi, o di inserirli e rimuoverli più volte prima che la ricarica parta, può indicare la stessa causa. In alcuni casi la ricarica rapida si interrompe mentre quella lenta, tramite un vecchio cavo USB-A, continua a funzionare: un indizio che la porta non è completamente fuori uso.

Come pulire la porta USB-C in sicurezzaIl primo passo è sempre spegnere il telefono, soprattutto se si utilizzano pinzette metalliche: lavorare con il dispositivo acceso rischia di causare un corto circuito interno. Con una torcia si illumina il fondo della porta per individuare eventuali residui, che vanno rimossi con delicatezza usando una pinzetta a punta fine, magari tenuta leggermente inclinata per raschiare lungo le pareti senza toccare il connettore centrale. Va assolutamente evitato il contatto diretto con i contatti metallici al centro della porta, così come l’uso di acqua o liquidi detergenti, che su un componente elettronico così delicato possono creare danni peggiori dello sporco stesso.

Alternative non conduttive e prevenzioneChi non si sente sicuro con strumenti metallici può optare per stuzzicadenti di legno o plastica, meno rischiosi per i contatti interni ma da maneggiare con cautela per evitare che la punta si rompa e resti incastrata nella porta. Una volta completata la pulizia, basta riprovare a inserire il cavo: se torna a entrare dritto e in modo stabile, il problema era quasi certamente legato allo sporco accumulato. Per evitare che la situazione si ripeta, è utile non riporre lo smartphone in borse piene di pelucchi e, quando non si sta ricaricando, utilizzare un tappino antipolvere per USB-C, in vendita a pochi euro e spesso compatibile con più dispositivi. Naturalmente la pulizia non risolve tutti i casi: se il guasto è comparso dopo una caduta o la porta risulta visibilmente piegata, il problema è probabilmente di natura hardware e richiede un intervento tecnico.

#android #usbc

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Xiaomi 18 Pro Max: doppia fotocamera da 200MP e la modalità Legendary Moment in stile Leica

Xiaomi 18 Pro Max, il cui arrivo sul mercato giapponese è già confermato, porta con sé un comparto fotografico completament

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Xiaomi 18 Pro Max, il cui arrivo sul mercato giapponese è già confermato, porta con sé un comparto fotografico completamente rinnovato: due sensori da 200MP per il modulo principale e per il teleobiettivo, affiancati da una nuova modalità di elaborazione chiamata ‘Legendary Moment’, pensata per ricreare l’estetica delle fotocamere e delle pellicole Leica direttamente dall’app fotocamera.

Legendary Moment: lo stile Leica a portata di scattoLa novità più interessante riguarda proprio Legendary Moment, una funzione basata sull’intelligenza artificiale che interviene su colore, profondità e sfocatura dello sfondo per simulare il risultato di una fotocamera dedicata. Sono disponibili diversi stili, tra cui una resa che richiama le fotocamere CCD, un effetto pellicola in bianco e nero e un look ispirato direttamente alle ottiche Leica, con la possibilità di scegliere anche lunghezze focali simulate da 35mm e 75mm. Non si tratta di un semplice filtro cromatico, ma di un tentativo di riprodurre l’intera resa visiva associata a una determinata focale. Xiaomi precisa che l’elaborazione non avviene interamente sul dispositivo: una parte del lavoro passa dal cloud, quindi la funzione non è pensata per operare offline al cento per cento. Il vantaggio, in compenso, è poter scegliere lo stile preferito direttamente in fase di scatto, senza dover ricorrere a un’app di editing esterna.

Doppio sensore da 200MP per il main e il teleSul fronte hardware, la fotocamera principale adotta un grande sensore da 200MP in formato 1/1,28 pollici, apertura f/1.67 e stabilizzazione ottica. Anche il teleobiettivo passa a un sensore da 200MP, abbinato a un’ottica periscopica che offre uno zoom ottico 3,2x equivalente a 75mm, con Xiaomi che promette fino a 12,8x di zoom lossless. Completa il comparto una ultra-grandangolare da 50MP, per un set a tre fotocamere tutte ad alta risoluzione.

La tecnologia LOFIC per le scene ad alto contrastoIl sensore principale integra anche la tecnologia LOFIC, pensata per limitare la saturazione nelle zone più luminose dell’immagine e preservare maggiori dettagli nelle alte luci. In scene con forte contrasto, ad esempio un esterno molto illuminato accanto a una zona in ombra, questa tecnologia dovrebbe ridurre il rischio di bruciare le parti chiare della foto. Più che puntare tutto sul numero di megapixel, Xiaomi sembra quindi voler bilanciare sensori di grandi dimensioni, elaborazione avanzata e stabilizzazione ottica per migliorare la qualità complessiva degli scatti.

Prezzo in Cina e disponibilità in ItaliaIn Cina, Xiaomi 18 Pro Max parte da 6.999 yuan, circa 165.000 yen al cambio citato dalle fonti giapponesi, pari a poco più di 900 euro al cambio attuale. Per i mercati internazionali non sono ancora stati annunciati prezzo e data di lancio, ma la conferma di un modello destinato al Giappone, con tutta probabilità compatibile con il sistema di pagamento FeliCa, lascia pensare a un lancio globale imminente che potrebbe includere anche l’Europa.

#android #xiaomi18 #fotocamera

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Google Pixel 12: trapelano modelli e risoluzioni di tutta la gamma, cambia il formato dello schermo

A poche settimane dal lancio dei Pixel 11, emergono già le prime informazioni sulla prossima generazione. N

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A poche settimane dal lancio dei Pixel 11, emergono già le prime informazioni sulla prossima generazione. Nel database IMEI di GSMA sono stati individuati quattro numeri di modello che sembrano corrispondere a Pixel 12, Pixel 12 Pro, Pixel 12 Pro XL e Pixel 12 Pro Fold, insieme a dettagli sulla risoluzione dei display di ciascuna variante.

La fonte della fuga di notizie è il sito specializzato in leak OVRPlus: non si tratta quindi di informazioni ufficiali, e le specifiche potrebbero ancora cambiare prima del lancio effettivo.

Quattro modelli confermati dai numeri IMEIPixel 12: GC0QU

Pixel 12 Pro: GWU59

Pixel 12 Pro XL: G7U1Y

Pixel 12 Pro Fold: G4D5D

La line-up ricalcherebbe quindi la struttura già vista con i Pixel 11: un modello standard, una variante Pro, una Pro XL più grande e il pieghevole Pro Fold.

Cambia il rapporto d’aspetto dei displayLe risoluzioni trapelate sono particolarmente interessanti. Il Pixel 12 avrebbe un pannello da 1.080×2.400 pixel, in leggero calo rispetto ai 1.080×2.424 pixel del Pixel 11. Il Pixel 12 Pro salirebbe a 1.280×2.824 pixel, mentre il Pixel 12 Pro XL arriverebbe a 1.344×2.952 pixel: entrambi con una risoluzione verticale inferiore rispetto alla generazione precedente. Dato che Google non modifica sostanzialmente le risoluzioni dei display dalla serie Pixel 9, questi cambiamenti suggeriscono una variazione del rapporto d’aspetto dello schermo, probabilmente legata anche a una revisione delle cornici e delle proporzioni generali del corpo macchina.

Pixel 12 Pro Fold: schermo interno molto più definitoIl salto più significativo riguarderebbe il pieghevole Pixel 12 Pro Fold, il cui display interno passerebbe a 2.296×2.404 pixel, contro i 2.076×2.152 pixel del Pixel 11 Pro Fold: un aumento di circa il 24% nel numero totale di pixel. Il rapporto d’aspetto resterebbe però vicino al quadrato, segno che Google punterebbe a migliorare la qualità dell’immagine senza stravolgere la forma dello schermo. Non sono invece emersi dettagli sulla risoluzione del display esterno.

Ancora tutto da confermarePrezzo, fotocamere, batteria e il nuovo chip Tensor restano al momento un mistero, e va ricordato che le informazioni registrate nel database IMEI in questa fase di sviluppo potrebbero non corrispondere esattamente alle specifiche finali. Resta comunque significativo che, appena lanciati i Pixel 11, Google risulti già al lavoro sulla generazione successiva: un segnale che lo sviluppo dei Pixel 12 è già in una fase avanzata.

#google #android #leak #pixel

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Galaxy S27 Ultra con Exynos 2700: Samsung testerebbe un prototipo con vapor chamber più grande

Samsung potrebbe finalmente rompere la tradizione che riserva ai modelli Ultra della serie [Galaxy](https

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Samsung potrebbe finalmente rompere la tradizione che riserva ai modelli Ultra della serie Galaxy S il solo Snapdragon. Secondo nuove indiscrezioni, l’azienda starebbe testando prototipi del prossimo Galaxy S27 Ultra equipaggiati con il chip proprietario Exynos 2700, montati su una vapor chamber più grande del solito per gestire meglio il calore generato dal processore.

Una vapor chamber più grande per il raffreddamentoA diffondere l’informazione è stato il leaker kro, noto per le sue indiscrezioni sul mondo Samsung, secondo cui gli ingegneri dell’azienda coreana starebbero valutando i prototipi con Exynos 2700 utilizzando un sistema di dissipazione del calore appositamente ottimizzato. Finora i modelli Ultra della serie Galaxy S hanno quasi sempre puntato su Snapdragon, lasciando l’Exynos ai modelli Standard o Plus in alcuni mercati. Il fatto che Samsung stia predisponendo un sistema di raffreddamento dedicato suggerisce una valutazione concreta, non solo teorica, dell’Exynos 2700 per il modello di punta.

Scontro interno tra le divisioni SamsungLe indiscrezioni parlano anche di un braccio di ferro interno all’azienda. La divisione System LSI, che sviluppa i chip Exynos, spingerebbe per un’adozione globale dell’Exynos 2700 su tutta la gamma Galaxy S27, mentre la divisione MX, responsabile degli smartphone, valuterebbe con più cautela anche aspetti come i costi di produzione e la resa dei wafer, oltre a consumi e dissipazione termica.

I benchmark interni premiano l’Exynos 2700A sostegno della possibile adozione ci sarebbero anche risultati di benchmark interni: secondo le fonti, l’Exynos 2700 avrebbe superato i 14.000 punti nel test multi-core di Geekbench 6, circa il 9,5% in più rispetto allo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 di Qualcomm. Va ricordato che i benchmark interni non sempre si traducono in prestazioni identiche sul prodotto finale, dato che fattori come il surriscaldamento prolungato e l’efficienza energetica nel tempo restano determinanti per l’esperienza reale.

Decisione ancora in bilicoAl momento non è chiaro se il Galaxy S27 Ultra arriverà effettivamente con Exynos 2700 o se Samsung opterà ancora per Snapdragon. Per l’azienda, la scelta finale dipenderà non solo dalle prestazioni pure del chip, ma anche dalla capacità di garantirne una gestione termica stabile sotto carichi prolungati, un aspetto cruciale per un modello di punta come l’Ultra.

#android #leak #galaxy #samsung #exynos

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Google avvia la verifica degli sviluppatori Android in 4 paesi: cosa cambia per il sideloading

Google ha avviato il 30 settembre, in via sperimentale, un nuovo sistema di verifica dell’identità per gli

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Google ha avviato il 30 settembre, in via sperimentale, un nuovo sistema di verifica dell’identità per gli sviluppatori Android, al momento attivo in Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia. Si tratta del primo passo verso un’implementazione globale prevista per il 2027, che renderà più complesso installare app da sviluppatori non verificati, anche fuori dal Google Play Store.

La misura non vieta il sideloading, cioè l’installazione di app da fonti diverse dal Play Store, ma introduce un ulteriore passaggio quando lo sviluppatore dell’app non è verificato da Google: un’attesa di 24 ore dopo aver attivato un’impostazione dedicata. Per chi tiene alla libertà di installazione tipica di Android, si tratta comunque di un cambiamento rilevante.

Nuovi passaggi per le app non verificateCon il nuovo sistema, chi vuole installare un’app proveniente da uno sviluppatore non registrato presso Google deve prima attivare un’opzione dedicata nelle impostazioni per sviluppatori, completare una procedura di verifica e attendere 24 ore prima di poter procedere con l’installazione. Se invece lo sviluppatore ha già completato la verifica dell’identità richiesta da Google, l’installazione continua a funzionare come prima, senza attese aggiuntive. Il nuovo sistema, quindi, non blocca il sideloading in generale, ma introduce un ostacolo in più proprio per le app di sviluppatori non identificati, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le frodi legate ad app malevole e di contrastare i casi in cui un’app considerata affidabile cambia proprietario a insaputa degli utenti per scopi fraudolenti.

Coinvolti anche gli store alternativiLa fase di test non riguarda solo il Google Play Store: sono coinvolti anche Samsung Galaxy Store, Honor App Market, OPPO App Market, Xiaomi GetApps, vivo V-Appstore e Transsion Palm Store, per un totale di sette store interessati. Nei quattro paesi coinvolti, su dispositivi con Android 7 o versioni successive, installare un’app da sviluppatori non verificati tramite questi store richiederà quindi la nuova procedura.

Verso un’implementazione globale nel 2027Google definisce questa nuova procedura un ‘flusso avanzato’ e prevede di estenderla a livello globale dal 2027, quando la verifica degli sviluppatori riguarderà tutte le app distribuite su dispositivi Android certificati, incluse quelle offerte tramite store di terze parti diversi dal Play Store. Resta da chiarire un punto cruciale: il destino del download diretto di file APK dai siti web. Nel piano originale presentato da Google nel 2025, anche questa modalità di distribuzione doveva essere soggetta a verifica, ma l’attuale fase di test non specifica ancora come verrà gestita. Google ha già modificato più volte i dettagli dell’iniziativa in base al feedback di sviluppatori e partner, quindi resta da vedere quanto sarà ampio il perimetro della verifica quando il sistema diventerà globale nel 2027.

#sicurezza #google #android

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