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Pixel Launcher si prepara ai badge numerici per le notifiche: la novità scoperta in Android 17

Google potrebbe finalmente introdurre sui Pixel la possibilità

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Google potrebbe finalmente introdurre sui Pixel la possibilità di mostrare il numero esatto di notifiche non lette direttamente sull’icona delle app. Una nuova opzione è stata individuata nell’ultima beta di Android 17, che permetterebbe di personalizzare l’aspetto dei badge di notifica oltre al tradizionale puntino.

Dal semplice puntino al conteggio numericoSecondo Android Authority, l’analisi di Android 17 QPR3 Beta 2 ha rivelato un nuovo menu nelle impostazioni del Pixel Launcher chiamato “Notification badges”. Da Android 8.0 Oreo, il sistema supporta i badge di notifica sulle icone delle app, ma su Android stock e sui Pixel questa funzione si è sempre limitata a un piccolo puntino, a differenza di interfacce come la One UI di Samsung, che da tempo permettono di visualizzare anche il numero di notifiche in arrivo. Se la novità arriverà in versione definitiva, i Pixel offriranno finalmente la stessa flessibilità.

Tre modalità di visualizzazioneNumber (Numero): mostra sull’icona il numero di notifiche non lette

Dot (Puntino): la modalità classica, con un semplice indicatore circolare

None (Nessuno): disattiva del tutto il badge sull’icona

È importante sottolineare che disattivare il badge non disattiva le notifiche stesse: la funzione agisce solo sull’indicatore visivo presente sulla schermata Home. Con il conteggio numerico sarà più semplice capire a colpo d’occhio quante notifiche si sono accumulate in app come messaggistica o email, mentre chi preferisce la semplicità potrà continuare a usare il puntino.

Nessuna data per il rilascio definitivoAl momento si tratta di una funzione ancora in fase di sviluppo: il menu è richiamabile, ma selezionando l’opzione numerica il conteggio non viene ancora mostrato sulle icone della schermata Home. È possibile che l’implementazione venga completata nelle prossime beta di Android 17 QPR3, ma Google non ha fatto annunci ufficiali né indicato una tempistica di rilascio. Se confermata, la novità porterebbe il Pixel Launcher più in linea con le interfacce Android di altri produttori, che da anni offrono questa opzione.

#android #pixel

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Pixel, il riconoscimento del volto migliora al buio: lo schermo si illumina per aiutare lo sbloccaggio

Google sembra al lavoro su una novità per migliorare il Face Unlock dei [Pixel](https://androidiani.net/ca

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Google sembra al lavoro su una novità per migliorare il Face Unlock dei Pixel negli ambienti bui. Nel codice di Android 17 QPR3 Beta 2 è stato individuato un riferimento a una funzione chiamata “Face Active Illumination”, che illuminerebbe il volto dell’utente aumentando la luminosità dello schermo.

Lo schermo come fonte di luce per il riconoscimentoSecondo l’analisi di Android Authority sul codice della beta, è stata individuata una nuova opzione chiamata “Brighten screen in low light” (Aumenta la luminosità dello schermo in condizioni di scarsa illuminazione), attivabile o disattivabile direttamente dal menu delle impostazioni di Face Unlock. In base al codice, quando l’ambiente è così buio che il volto dell’utente risulta solo parzialmente visibile, lo schermo si illuminerebbe automaticamente per facilitare il riconoscimento; è previsto anche un comportamento dedicato per le condizioni di oscurità totale.

Uno slider per regolare l’intensità della luceAl primo utilizzo della funzione dovrebbe comparire una schermata di conferma, mentre nel codice è presente anche un cursore per regolare l’intensità della luce dello schermo, bilanciando l’esigenza di non risultare troppo abbagliante con quella di garantire un riconoscimento più preciso del volto.

Attenzione a modalità Non disturbare e guidaDal codice si intuisce che la funzione potrebbe tenere conto anche di impostazioni come la modalità silenziosa o le ore dedicate al sonno, così come della possibilità di scegliere se farla funzionare durante la guida. Quest’ultimo aspetto non è un dettaglio secondario: un’improvvisa illuminazione dello schermo durante la guida notturna potrebbe infatti disturbare la visuale, per cui la possibilità di controllare il comportamento della funzione in queste situazioni avrebbe anche un valore legato alla sicurezza. Trattandosi però di codice ancora in fase di beta, le impostazioni definitive potrebbero cambiare prima del rilascio pubblico.

Una soluzione diversa dal Face ID di iPhoneIl problema che questa funzione cerca di risolvere riguarda proprio i limiti del riconoscimento facciale sui Pixel in condizioni di scarsa luce. Il Face ID di iPhone si basa su un proiettore di punti a infrarossi capace di ricostruire la forma tridimensionale del volto anche al buio completo, senza bisogno di luce visibile. I Pixel, a partire dal Pixel 5, si affidano invece principalmente alla fotocamera frontale tradizionale, priva di un sistema dedicato a infrarossi come quello che equipaggiava il precedente Pixel 4, risultando quindi meno efficaci in ambienti bui.

La soluzione individuata da Google non introduce un nuovo sensore a infrarossi, ma punta a sfruttare la luce già emessa dallo schermo per migliorare il riconoscimento con l’hardware esistente. Al momento Face Active Illumination non è stata annunciata ufficialmente, non è chiaro quali modelli Pixel la supporteranno e non esiste una data di rilascio definita: ulteriori dettagli potrebbero emergere nelle prossime beta di Android 17.

#android #gemini #pixel

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Android 17 QPR3 Beta 2 disponibile per i Pixel: risolti 21 problemi tra riavvii e batteria

Google ha rilasciato la Beta 2 di Android 17 QPR3 per gli smartphone [Pixel](https://androidiani.net/categ

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Google ha rilasciato la Beta 2 di Android 17 QPR3 per gli smartphone Pixel, un passaggio intermedio verso il rilascio definitivo previsto per marzo 2027. L’aggiornamento corregge 21 bug, tra cui riavvii improvvisi, consumo anomalo della batteria e problemi di risposta dello schermo dopo le chiamate.

Più stabilità e autonomiaTra le correzioni più rilevanti figura la risoluzione di un problema che provocava riavvii casuali durante l’uso quotidiano del telefono. Google ha inoltre risolto un bug che manteneva attivi i sensori di movimento dopo lo sblocco dello schermo o l’uso della fotocamera, con un conseguente aumento del consumo della batteria in standby. Corretti anche due problemi piuttosto fastidiosi: lo spegnimento imprevisto durante le videochiamate su WhatsApp e lo schermo che restava nero e non rispondeva ai comandi al termine di una chiamata.

Interventi su schermo, Bluetooth e rete mobileLa beta interviene anche su interfaccia e connettività. Risolti i problemi legati alla registrazione dello schermo che si interrompeva dopo una rotazione, ai caratteri di sistema visualizzati in modo eccessivamente piccolo e alla chiusura improvvisa del drawer delle app durante il cambio di lingua della tastiera. Sul fronte della connettività, Google ha corretto un timeout che impediva l’accoppiamento di alcuni dispositivi Bluetooth, un problema con le connessioni Wi-Fi Aware e diversi malfunzionamenti legati a dati mobili, MMS e tethering su alcune reti, incluse quelle di IT&E e OXIO per VoLTE, VoNR e chiamate Wi-Fi.

Dispositivi compatibiliPixel 6a

Pixel 7, Pixel 7 Pro, Pixel 7a

Pixel Tablet, Pixel Fold

Pixel 8, Pixel 8 Pro, Pixel 8a

Pixel 9, Pixel 9 Pro, Pixel 9 Pro XL, Pixel 9 Pro Fold, Pixel 9a

Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL, Pixel 10 Pro Fold, Pixel 10a

Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL, Pixel 11 Pro Fold

L’immagine di sistema, con build number DP11.261002.005, è disponibile anche per l’emulatore Android. Chi partecipa all’Android Beta Program può scaricare l’aggiornamento tramite OTA direttamente dal proprio dispositivo.

#google #android #pixel #bug

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Google al lavoro su sfondi animati generati dall’AI per i Pixel

Google potrebbe essere al lavoro su una nuova funzione per i [Pixel](https://androidiani.net/category/goog

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Google potrebbe essere al lavoro su una nuova funzione per i Pixel capace di trasformare le foto in sfondi animati grazie all’intelligenza artificiale. L’indizio emerge dall’analisi della beta di Android 17 QPR2 e di un’app di sistema dedicata ai Pixel, anche se al momento non è chiaro se e quando la funzione diventerà ufficiale.

La scoperta nell’app “Custom Icons”Secondo quanto riportato da Android Authority, l’analisi della versione 2026.07.09.978 dell’app di sistema Pixel “Custom Icons” ha rivelato riferimenti a una funzione chiamata “Animated wallpaper”, identificata internamente con il nome in codice “catsmile”. Nel codice sono state individuate anche diverse stringhe relative alla generazione di contenuti video.

Anteprima anche nella beta di Android 17 QPR2Un’ulteriore conferma arriva dalla beta di Android 17 QPR2, dove nella sezione “Effetti dal vivo” dell’app “Sfondo e stile” sarebbe comparsa un’anteprima della funzione. I Pixel offrono già gli “sfondi cinematici”, che tramite AI aggiungono profondità e movimento a una foto esistente: la nuova funzione sembra invece puntare a trasformare l’intera immagine in un breve video.

Possibile legame con la generazione video di Google FotoI dettagli tecnici non sono ancora chiari, ma la funzione potrebbe appoggiarsi alla stessa tecnologia già vista in Google Foto per la generazione di video da foto statiche, basata sul modello AI Veo di Google. Secondo le stringhe individuate nell’app, il processo di generazione avverrebbe in background, permettendo di continuare a usare il telefono mentre il video viene creato; una notifica avviserebbe l’utente al termine, con la possibilità di applicare subito il nuovo sfondo alla schermata Home.

Possibile limite giornaliero di generazioniTra gli elementi individuati compaiono anche riferimenti alla necessità di una connessione internet attiva e a un possibile limite giornaliero al numero di sfondi generabili: in caso di superamento, un messaggio d’errore inviterebbe l’utente ad attendere il giorno successivo. Sono stati trovati anche riferimenti a schermate di consenso per i termini di servizio e le policy sull’uso vietato dell’AI, oltre a un sistema di feedback per segnalare contenuti generati problematici.

Va ricordato che si tratta di elementi individuati nel codice di un’app e in una build beta: Google non ha annunciato ufficialmente la funzione, che potrebbe ancora cambiare o non arrivare mai al pubblico. Se confermata, permetterebbe di trasformare le proprie foto preferite in sfondi animati senza alcun editing manuale.

#ai #google #android #pixel

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Pause Point di Google sbarca anche fuori dai Pixel: confermato su OnePlus

Pause Point, la funzione di benessere digitale firmata Google, non è più un’esclusiva dei [Pixel](https://

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Pause Point, la funzione di benessere digitale firmata Google, non è più un’esclusiva dei Pixel. Dopo essere stata introdotta sui Pixel 11 e poi estesa ai modelli Pixel precedenti, la funzione è stata avvistata in funzione anche su uno smartphone OnePlus, segno che Google potrebbe aprirla all’intero ecosistema Android.

Cosa fa Pause PointPause Point nasce per contrastare lo scrolling compulsivo sui social network. A differenza dei classici strumenti di benessere digitale, che si limitano a misurare il tempo di utilizzo delle app, questa funzione interviene mentre l’utente sta effettivamente scorrendo un feed: dopo un periodo prolungato di scrolling ininterrotto, mostra un messaggio sullo schermo che invita a una pausa consapevole, lasciando comunque la scelta finale all’utente, senza bloccare l’app come farebbero i limiti di tempo tradizionali.

Google aveva presentato Pause Point in vista del suo evento per sviluppatori di maggio 2026, inizialmente come funzione riservata ai Pixel 11 con Android 17. Con il successivo aggiornamento Android 17 QPR1, la disponibilità è stata estesa anche ai Pixel delle generazioni precedenti.

Avvistata anche su un OnePlus con ColorOSLa novità più interessante arriva da una segnalazione di Android Authority, secondo cui Pause Point risulterebbe funzionante anche su un OnePlus 13R, con a bordo una versione beta di ColorOS 17. Non si tratta quindi più di una funzione legata esclusivamente ai software Google, ma di una possibile componente più ampia del benessere digitale su Android, capace di raggiungere anche produttori terzi.

Pixel 11 (Android 17): primo modello supportato al lancio

Pixel precedenti: aggiunti con l’aggiornamento Android 17 QPR1

OnePlus 13R (beta ColorOS 17): primo avvistamento fuori dall’ecosistema Pixel

Al momento, Google continua a indicare ufficialmente i Pixel 11 come i dispositivi di riferimento per Pause Point, e non esiste ancora un elenco ufficiale dei modelli non-Pixel compatibili né una tempistica di rilascio più ampia. La disponibilità sembra quindi dipendere ancora dalla versione di Android 17 installata e dalle personalizzazioni del singolo produttore.

Un’alternativa alle app di terze partiChi desidera ridurre il tempo passato sui social può già affidarsi a numerose app di terze parti con funzioni simili. Avere però uno strumento del genere integrato direttamente nel sistema operativo eviterebbe di dover installare applicazioni aggiuntive, rendendo più semplice intervenire sulle proprie abitudini quotidiane. Se la diffusione di Pause Point su dispositivi non-Pixel dovesse proseguire, la funzione potrebbe diventare un tassello standard del benessere digitale su Android, a prescindere dal produttore dello smartphone. Resta da capire con quale velocità Google intenda estendere il supporto e se altri marchi, oltre a OnePlus, seguiranno la stessa strada.

#google #android #pixel #oneplus

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Solo il 5% vuole un nuovo smartphone ogni anno: il sondaggio che fa riflettere i produttori

Il lancio annuale di un nuovo smartphone è ormai una consuetudine del settore, ma sembra aver perso parte del suo fascino anche tra gli utenti più app

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Il lancio annuale di un nuovo smartphone è ormai una consuetudine del settore, ma sembra aver perso parte del suo fascino anche tra gli utenti più appassionati. Un sondaggio condotto da Android Authority tra i propri lettori rivela che solo il 5% attende con vero entusiasmo l’uscita di un nuovo modello ogni anno: un dato che i produttori difficilmente potranno ignorare.

Solo il 5% guarda con entusiasmo alle novità annualiAlla domanda su cosa pensino del lancio annuale di nuovi smartphone, i lettori di Android Authority hanno risposto in modo netto: la risposta più votata, con 721 preferenze pari al 42% del totale, è stata “l’interesse è calato”. Al secondo posto, con 577 voti (34%), si piazza “non mi importa particolarmente”. Solo il 19% (333 voti) accoglie con favore i nuovi modelli, ma a patto che portino un’evoluzione tangibile, mentre appena il 5% dei votanti attende con entusiasmo l’uscita annuale di nuovi dispositivi.

42% — l’interesse per i lanci annuali è calato

34% — non ci fa particolarmente caso

19% — benvenuti, ma solo con un’evoluzione concreta

5% — attende con entusiasmo ogni nuovo modello

Il dato più significativo, secondo la testata, non è solo il calo generale di interesse, ma il fatto che a mostrarsi poco entusiasti siano anche gli appassionati che seguono abitualmente il settore smartphone, il pubblico di riferimento di una testata come Android Authority.

Perché cambiare telefono è diventato meno urgenteIl sondaggio arriva dopo un articolo pubblicato da Android Authority nell’agosto 2026, che si interrogava sul senso di continuare a lanciare piccoli aggiornamenti annuali. Negli ultimi anni, le prestazioni degli smartphone di fascia alta si sono stabilizzate, rendendo i miglioramenti generazionali di fotocamera e potenza di calcolo sempre meno evidenti. A questo si aggiunge l’impegno di Samsung, Google e Apple a garantire fino a 6-7 anni di aggiornamenti software su alcuni modelli, allungando di fatto il ciclo di vita utile di un telefono e riducendo l’urgenza di cambiarlo ogni anno.

Tra i commenti raccolti da Android Authority, alcuni lettori raccontano di non trovare motivi validi per abbandonare un modello di punta acquistato anni prima. Un altro utente racconta di aver preso un OnePlus 13 a circa 550 dollari, apprezzandone la ricarica rapida e la qualità della fotocamera, e di non avere intenzione di cambiarlo per molti anni ancora. Più che una perdita di interesse per la tecnologia, insomma, sembra trattarsi di una diminuita percezione dei vantaggi concreti offerti da un eventuale upgrade.

Non è il ritmo annuale il problema, ma il valore del salto generazionaleQuesto non significa che lanciare un nuovo smartphone ogni anno sia inutile in assoluto: per chi possiede un modello di 4 o 5 anni, un nuovo acquisto può rappresentare un reale salto in termini di prestazioni e funzionalità. Il problema, piuttosto, riguarda il valore reale dell’aggiornamento per chi possiede già il modello dell’anno precedente. Il Pixel 10a, ad esempio, riutilizza lo stesso chip Tensor G4 del predecessore, con memoria e fotocamera sostanzialmente invariate rispetto al Pixel 9a, offrendo ben pochi motivi concreti per un passaggio, soprattutto considerando anche un prezzo più alto. Diverso il caso del Galaxy S26 Ultra, che grazie a una nuova scocca, angoli più arrotondati e un display con funzione di protezione dalla visione laterale ha raccolto consensi per i cambiamenti effettivamente visibili: un’evoluzione del tipo che, secondo il sondaggio, potrebbe convincere anche quel 19% disposto ad accogliere con favore i nuovi modelli, a patto che portino qualcosa di tangibile. Per i produttori, la sfida dei prossimi anni sembra quindi meno legata alla frequenza dei lanci e più alla capacità di offrire aggiornamenti che valga davvero la pena acquistare.

#android #pixel #galaxy #samsung

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Android 17 QPR2 Beta 7.1: Google risolve i fastidiosi blocchi e cali di fluidità sui Pixel

Google ha rilasciato il 16 ottobre 2026 Android 17 QPR2 Beta 7.1, un aggiornamento mirato non a introdurre

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Google ha rilasciato il 16 ottobre 2026 Android 17 QPR2 Beta 7.1, un aggiornamento mirato non a introdurre nuove funzionalità ma a correggere alcuni bug particolarmente fastidiosi che affliggevano l’esperienza d’uso sui dispositivi Pixel. Nel mirino di questa release ci sono soprattutto i cali di fluidità dell’interfaccia e i blocchi temporanei del sistema in condizioni di utilizzo intenso della memoria.

Via i cali di fluidità e i freeze di alcuni secondiIl problema corretto da questa beta riguarda situazioni in cui il carico sulla memoria del dispositivo diventa elevato, portando il sistema a comportarsi in modo instabile. Secondo quanto riportato da Mishaal Rahman, dipendente Google, la causa era legata a un eccesso di operazioni di recupero della memoria e al verificarsi di page fault di tipo “major”, fenomeni che si traducevano concretamente in evidenti scatti dell’interfaccia e in blocchi dell’input touch per alcuni secondi.

Per chi si era imbattuto in questo comportamento, l’aggiornamento rappresenta quindi un miglioramento concreto della reattività quotidiana del telefono. Il changelog pubblicato da Google confirma che l’intervento riguarda esclusivamente questa correzione, senza ulteriori modifiche a funzioni o comportamenti del sistema.

Possibili problemi con il riconoscimento del volto su Pixel 11 Pro FoldCome spesso accade con gli aggiornamenti beta, non mancano le controindicazioni. Secondo quanto segnalato da Droid Life, su Pixel 11 Pro Fold il riconoscimento del volto potrebbe smettere di funzionare correttamente dopo l’installazione della Beta 7.1. In caso di problemi, la soluzione indicata è riconfigurare da zero lo sbloccco facciale nelle impostazioni di sicurezza del dispositivo.

Non è ancora chiaro se il problema riguardi tutte le unità del pieghevole Google oppure solo un sottoinsieme limitato di dispositivi: per il momento va considerato come un bug che potrebbe colpire solo alcuni utenti.

Disponibile tramite il programma Android BetaAndroid 17 QPR2 Beta 7.1 è destinato ai Pixel a partire dal Pixel 6a in su, ma per riceverlo è necessario essere iscritti al programma Android Beta. Chi è già registrato può verificare la disponibilità dell’update dalle impostazioni di sistema, nella sezione dedicata agli aggiornamenti software; chi non lo è ancora può aderire al programma per ottenere l’update non appena disponibile.

Corretti i cali di fluidità e i blocchi temporanei dovuti all’eccessivo uso della memoria

Possibile bug del riconoscimento facciale sul Pixel 11 Pro Fold, risolvibile riconfigurando lo sblocco

Disponibile per i Pixel dal 6a in su, solo tramite iscrizione al programma Android Beta

#google #android #pixel #android17 #bug

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Il Google Play Store diventa anche un negozio di smartphone: arriva la vendita di Pixel e Galaxy

Google ha iniziato a trasformare il Play Store in un vero e

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Google ha iniziato a trasformare il Play Store in un vero e proprio negozio di hardware, almeno in alcune aree geografiche. È apparsa infatti una nuova scheda “Acquista dispositivi” che permette di comprare non solo smartphone e smartwatch Pixel, ma anche alcuni modelli della gamma Galaxy di Samsung, direttamente dalla stessa app che si usa ogni giorno per scaricare app e giochi.

Pixel 11 e Galaxy S26 tra i protagonisti della nuova sezioneLa nuova scheda “Shop devices” compare nella schermata di cambio account del Play Store e porta a pagine dedicate alla vendita dei dispositivi. Tra i prodotti elencati figurano gli smartphone della serie Pixel 11 e il Pixel Watch, ma anche gli smartphone della serie Galaxy S26 e alcuni modelli di Galaxy Watch8.

Si tratta di una mossa degna di nota perché, per la prima volta, Google apre un canale di vendita hardware diverso dal proprio Google Store ufficiale, sfruttando una piattaforma già familiare a milioni di utenti Android: lo stesso negozio da cui si scaricano app e giochi diventa anche un punto da cui acquistare il telefono.

Disponibilità limitata e nessuno sconto, per oraLa funzione non è però ancora disponibile ovunque. In alcune aree la pagina dedicata ai dispositivi risulta del tutto assente, mentre in altre compaiono solo i prodotti Pixel senza quelli Samsung. I prezzi, inoltre, corrispondono a quelli di listino: al momento non sono previste offerte o sconti rispetto ai canali di vendita tradizionali, quindi il vantaggio principale resta per ora la comodità di avere tutto in un unico posto.

Un primo passo verso altri produttori Android?Resta da capire se la presenza di Samsung nella nuova sezione sia il segnale di una collaborazione più stretta tra le due aziende, oppure semplicemente il risultato della scelta di un primo partner esterno per sperimentare la funzione. Google non ha fornito dettagli ufficiali in merito, ma non è escluso che in futuro altri produttori Android possano entrare a far parte del catalogo del Play Store.

Se l’iniziativa dovesse espandersi ad altre regioni e ad altri marchi, il Play Store potrebbe diventare un punto di riferimento sempre più completo per chi è nell’ecosistema Android, capace di offrire in un’unica app app, contenuti digitali e ora anche l’acquisto dello smartphone stesso.

#google #android #pixel #galaxy #samsung #googleplaystore

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Pixel 10, animazioni impazzite dopo Android 17 QPR1: Google indaga sul bug

Dopo l’aggiornamento ad Android 17 QPR1, diversi possessori di Google Pixel 10 segnalano un fastidioso bug

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Dopo l’aggiornamento ad Android 17 QPR1, diversi possessori di Google Pixel 10 segnalano un fastidioso bug nelle animazioni di transizione tra le app, con il sistema di navigazione gestuale che si comporta in modo inconsueto. Google sembra già al corrente del problema e ha iniziato a raccogliere informazioni per individuarne la causa.

Problemi nella schermata home e nelle app recentiLe segnalazioni, emerse soprattutto sulle community Reddit dedicate ai Pixel, riguardano in particolare il Pixel 10 Pro XL: tornando alla home da un’app, l’animazione passa prima per la schermata delle app recenti e poi scompare scorrendo verso destra, invece del comportamento abituale. In altri casi, apre la schermata delle app recenti mentre si sta usando un’applicazione e rimane visibile solo l’icona dell’app, con la vista a elenco che appare sullo sfondo.

Anche gli utenti di Pixel 10a segnalano lo stesso comportamento anomalo, che sembra verificarsi soprattutto per le app avviate dal drawer delle applicazioni e non quando si avviano direttamente dalla home. Il problema si manifesterebbe più spesso quando è attiva la tastiera all’interno di un’app, anche se le condizioni esatte che lo scatenano non sono ancora chiare.

Un rimedio temporaneo: passare alla navigazione a 3 tastiGoogle non ha ancora pubblicato una soluzione ufficiale, ma alcuni utenti riferiscono di aver risolto, o quantomeno attenuato, il problema passando alla navigazione a 3 tasti, disponibile nelle impostazioni di Sistema o Display alla voce “Modalità di navigazione”. Non è garantito che il rimedio funzioni su tutti i dispositivi, quindi va considerato più come un palliativo temporaneo che come una vera correzione.

Google raccoglie segnalazioni, ma la correzione non ha ancora una dataL’account ufficiale Pixel su Reddit ha già contattato alcuni utenti che hanno segnalato il bug per raccogliere maggiori dettagli, segno che il problema è sotto osservazione. Al momento le segnalazioni si concentrano sulla serie Pixel 10, aggiornata ad Android 17 QPR1 lo scorso 15 settembre, ma non è ancora chiaro se il bug sia limitato a questi modelli o possa riguardare anche altri device.

Chi nota problemi simili nelle animazioni del proprio Pixel 10 può provare, in attesa di una patch ufficiale, a passare temporaneamente alla navigazione a 3 tasti, continuando a seguire gli eventuali aggiornamenti di Google sul tema.

#android #pixel #android17 #bug

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Android 17 vuole diagnosticare (e risolvere) da solo i problemi di rete dei Pixel

Google sta lavorando a una nuova funzione pensata per diagnosticare automaticamente i problemi di connessi

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Google sta lavorando a una nuova funzione pensata per diagnosticare automaticamente i problemi di connessione Wi-Fi, dati mobili e chiamate sui Pixel. Le prime tracce sono state individuate in una versione beta di Android 17, che introduce strumenti diagnostici in grado non solo di individuare la causa del problema, ma anche di suggerire o applicare direttamente una soluzione.

Nuovi strumenti diagnostici per chiamate, Wi-Fi e dati mobiliSecondo quanto riportato da Android Police, le novità sono emerse nella beta di Android 17 QPR3 Beta 1 e nelle ultime versioni beta dei Google Play Services. La funzione dovrebbe essere integrata nella sezione “Stato e assistenza del dispositivo” delle impostazioni, che già oggi permette di controllare lo stato di batteria, Bluetooth e touchscreen: con l’aggiornamento, si aggiungeranno anche le voci relative a chiamate, Wi-Fi e connessione dati mobili.

In pratica, quando si verificano problemi come l’impossibilità di collegarsi a una rete Wi-Fi, chiamate che si interrompono improvvisamente o la connessione dati che smette di funzionare, sarà possibile avviare lo strumento diagnostico corrispondente per provare a individuarne la causa.

Non solo diagnosi: anche riparazione automaticaOltre all’identificazione del problema, la nuova funzione dovrebbe anche tentare di risolverlo in autonomia o, quando non è possibile farlo automaticamente, guidare l’utente passo dopo passo verso la soluzione. Finora, in caso di problemi di connettività, era necessario muoversi manualmente tra i vari menu delle impostazioni di rete, modificare le configurazioni oppure, nei casi più ostici, resettare completamente le impostazioni di rete.

Poter contare su una diagnosi guidata direttamente sullo smartphone renderebbe più semplice affrontare problemi la cui causa non è immediatamente evidente, soprattutto per gli utenti meno esperti. Al momento, però, non è ancora chiaro quali tipologie di problemi la funzione sarà effettivamente in grado di risolvere in autonomia, né quanto in profondità riuscirà a individuarne la causa.

Attesa per Android 17 QPR3La funzione è stata individuata solo nella beta e non è quindi ancora disponibile al pubblico generale. Se lo sviluppo procederà senza intoppi, potrebbe debuttare nella versione stabile di Android 17 QPR3, il cui rilascio è stimato per l’inizio del 2027, anche se tempistiche precise e dispositivi compatibili restano ancora da confermare.

Vista la frequenza con cui alcuni utenti Pixel segnalano problemi di connettività instabile, l’arrivo di uno strumento diagnostico integrato potrebbe ridurre sensibilmente i tempi necessari per individuare e risolvere questo tipo di inconvenienti.

#android #pixel #android17

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ARMSX2 si aggiorna: l’emulatore PS2 per Android migliora su Pixel e dispositivi con GPU Mali

L’emulatore PlayStation 2 per Android ARMSX2 è stato aggiornato alla versione 2.8.3, ampliando il supporto ai driver GPU. La novità più importante rig

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L’emulatore PlayStation 2 per Android ARMSX2 è stato aggiornato alla versione 2.8.3, ampliando il supporto ai driver GPU. La novità più importante riguarda i dispositivi con GPU Mali, che finora avevano prestazioni di emulazione inferiori rispetto agli smartphone basati su Snapdragon, e che ora possono beneficiare di un driver dedicato.

Arriva il driver dedicato “MaliSX2”Il team di sviluppo ha aggiunto, nella versione 2.8.3 pubblicata su GitHub, il nuovo driver Vulkan “MaliSX2”, pensato specificamente per le GPU Mali. Può essere selezionato dal menu Impostazioni, alla voce Renderer, scegliendolo dall’elenco dei driver disponibili. Finora, chi voleva ottenere buone prestazioni nell’emulazione PS2 su Android era avvantaggiato possedendo un chip Snapdragon, grazie al driver personalizzato “Turnip” che offre prestazioni e stabilità superiori rispetto a quello standard. I chip con GPU Mali, diffusi ad esempio su molti modelli MediaTek, non godevano finora dello stesso trattamento.

Giochi prima ingiocabili ora a piena velocitàSecondo gli sviluppatori, grazie a MaliSX2 molti giochi risultano più fluidi rispetto all’utilizzo del driver GPU standard di sistema. Tra gli esempi citati figurano Ace Combat 4 e Ace Combat 5, titoli che in precedenza risultavano difficili da far girare in modo fluido e che ora, con il nuovo driver, raggiungono la piena velocità. Il componente MaliSX2 era già presente nelle versioni precedenti con il nome “libmali”, ma limitato alle sole GPU Mali-G615 e Mali-G715. Con l’aggiornamento attuale, il supporto si estende anche a:

Mali-G57

Mali-G68

Mali-G77

Mali-G78

Questo significa che non solo i dispositivi più recenti, ma anche vecchi Google Pixel, alcuni modelli Samsung e Motorola di fascia economica e persino console Android dedicate al retrogaming potranno sfruttare il miglioramento. Resta inteso che prestazioni e compatibilità variano in base al chip, al gioco e alle specifiche di ciascun dispositivo: non tutti i titoli beneficeranno nello stesso modo dell’aggiornamento.

Risolto anche un bug sul consumo della batteriaOltre ai miglioramenti prestazionali, la nuova versione corregge un bug che provocava un consumo anomalo della batteria quando il gioco veniva messo in pausa e l’app lasciata in background. In alcuni casi, questo problema aveva causato lo scaricamento completo della batteria da una sera all’altra. Con la correzione, anche l’esperienza d’uso quotidiana dell’emulatore dovrebbe risultare più affidabile, specialmente per chi gioca a intermittenza durante la giornata.

#android #pixel #bug

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Pixel 11, il Tensor G6 batte l’iPhone 15 ma resta lontano dai chip più recenti

Il nuovo Tensor G6 a bordo dei Google Pixel 11 ha superato nei benchmark il chip A16 Bionic dell’iPhone 15,

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Il nuovo Tensor G6 a bordo dei Google Pixel 11 ha superato nei benchmark il chip A16 Bionic dell’iPhone 15, ma il confronto perde parte del suo smalto se si considera che quel chip Apple risale al 2023. Rispetto a soluzioni più recenti, come l’A18 dell’iPhone 16 o gli Snapdragon di fascia alta, il distacco resta ampio, riportando alla ribalta i dubbi sulla competitività dei processori Tensor di Google.

I numeri del confrontoSecondo i punteggi Geekbench 6, il Tensor G6 del Pixel 11 ha ottenuto 2.575 punti in single-core e 6.027 in multi-core, superando l’A16 Bionic dell’iPhone 15, fermo a 2.255 e 5.977 punti. Un risultato positivo per Google, ma che va contestualizzato: l’iPhone 15 è un modello del 2023, mentre l’A18 montato sull’iPhone 16, uscito l’anno successivo, raggiunge 2.800 punti in single-core e 7.589 in multi-core, superando quindi il nuovo chip Tensor.

Il distacco da iPhone 18 Pro e Snapdragon si allargaIl confronto diventa ancora più impietoso guardando ai chip di fascia più alta attualmente in commercio. L’A20 Pro dell’iPhone 18 Pro raggiunge 4.608 punti in single-core e 12.266 in multi-core, mentre il Snapdragon 8 Elite Gen 5 del Samsung Galaxy S26 Ultra si ferma a 3.619 punti in single-core e 11.010 in multi-core. In entrambi i casi il Tensor G6 rimane molto indietro, soprattutto nei carichi multi-core, penalizzando scenari come editing video o gaming più intenso.

Critiche dalla community sull’uso di TensorIl risultato ha riacceso il dibattito, soprattutto sui forum come Reddit, sulla scelta di Google di continuare a sviluppare internamente i chip Tensor invece di affidarsi a Qualcomm. Alcuni utenti lamentano prestazioni deludenti, mentre altri sottolineano che accetterebbero volentieri una potenza di calcolo più contenuta se in cambio ci fosse un’autonomia realmente superiore, cosa che al momento non sembra verificarsi: c’è chi segnala, ad esempio, che il Pixel 10 Pro XL ha un’autonomia inferiore al modello precedente nonostante una batteria più capiente di 200 mAh.

I benchmark non sono tuttoÈ bene ricordare che un punteggio Geekbench non racconta l’intera esperienza d’uso di uno smartphone: ottimizzazione software, gestione termica ed efficienza energetica incidono quanto, se non più, della pura potenza di calcolo. I Pixel restano punti di riferimento per fotografia e funzioni software, ma nei carichi di lavoro più intensi, come gaming avanzato o editing video, lo scarto con la concorrenza resta un tema sensibile, soprattutto considerando il posizionamento di prezzo dei modelli di fascia alta della gamma Pixel, che si confrontano direttamente con i top di gamma Apple e Samsung.

#google #android #pixel #snapdragon

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Google rilascia Android 17 QPR2 Beta 7 per Pixel: risolto il problema della batteria in standby

Google ha distribuito il 9 ottobre 2026 la Beta 7 di Android 17 QPR2 per gli smartphone [Pixel](https://an

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Google ha distribuito il 9 ottobre 2026 la Beta 7 di Android 17 QPR2 per gli smartphone Pixel. Si tratta di un aggiornamento incentrato soprattutto sulla correzione di bug, tra cui un consumo eccessivo della batteria in standby e un problema nel download di file tramite HTTPS. Il numero di build è CP41.260831.016.

Risolto il bug della modalità silenziosa automaticaUna delle correzioni più attese riguarda la funzione che attiva automaticamente la modalità silenziosa quando il telefono viene posato a schermo rivolto verso il basso. Nelle build beta precedenti, questa funzione impediva al dispositivo di entrare correttamente in modalità di sospensione profonda, lasciando alcuni componenti hardware attivi in background anche quando il telefono era semplicemente appoggiato sul comodino o sulla scrivania.

Il risultato era un consumo anomalo della batteria anche a riposo, un problema segnalato con una certa frequenza dai beta tester. Con questa nuova build, Google dichiara di aver risolto il comportamento scorretto.

Corretto anche il download file via HTTPSLa seconda correzione riguarda il componente di sistema DownloadManager, responsabile della gestione dei download su Android. Nelle versioni beta precedenti, alcuni download avviati tramite protocollo HTTPS non si completavano correttamente, causando fallimenti nel recupero di file sia dal browser che da app di terze parti. Il problema risulta ora risolto.

Dispositivi compatibili e disponibilitàL’aggiornamento è disponibile per una vasta gamma di dispositivi Pixel, tra cui:

Pixel 6a

Pixel 7 (tutta la serie)

Pixel 8 (tutta la serie)

Pixel 9, Pixel 10 e Pixel 11 (tutte le serie)

Pixel Tablet e la serie Pixel Fold

Chi partecipa al programma beta può scaricare l’aggiornamento tramite OTA, oppure installare manualmente l’immagine di sistema resa disponibile da Google. Trattandosi di una build beta, resta destinata ai tester: Google continuerà a raccogliere segnalazioni in vista della versione stabile definitiva.

#android #pixel #android17 #bug

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Il salvaschermo “Charge” del Pixel 11 arriva anche su Pixel 9 e Pixel 10

Alcune delle nuove opzioni di salvaschermo introdotte da Google con la serie [Pixel 11](https://androidian

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Alcune delle nuove opzioni di salvaschermo introdotte da Google con la serie Pixel 11 starebbero arrivando anche sui modelli precedenti. Diverse segnalazioni, raccolte tra gli utenti e riportate da testate come Android Authority, indicano che Pixel 9 e Pixel 10 possono ora accedere a stili prima riservati esclusivamente all’ultima generazione.

Nuove opzioni di salvaschermo in arrivoCon il Pixel 10, Google aveva ampliato le opzioni rispetto alle tradizionali categorie Orologio, Colore e Foto, introducendo stili come “Controlli Home”, “Meteo Pixel”, “Orologio quotidiano”, “Orologio analogico” e “Sfondo selezionato”. Queste opzioni risulterebbero ora disponibili anche su alcuni Pixel 9, come segnalato da diversi possessori di Pixel 9 Pro.

Lo stile “Charge” del Pixel 11 sbarca sui modelli precedentiAncora più rilevante è l’arrivo dello stile Charge, introdotto originariamente con i Pixel 11 lanciati ad agosto 2026. Questo salvaschermo mostra, in basso a destra dello schermo, la percentuale di batteria residua accompagnata da una barra verticale con indicatori all’80% e al 100%, utile per monitorare visivamente lo stato di carica.

Anche questa funzione risulterebbe in fase di distribuzione verso Pixel 9 e Pixel 10, anche se non in modo uniforme su tutti i dispositivi: alcuni utenti con Pixel 10 Pro non la vedono ancora comparire, mentre altri con Pixel 9 Pro XL la segnalano già attiva, a conferma di un rilascio graduale. Per verificare la disponibilità, basta andare su “Impostazioni” → “Display e tocco” → “Salvaschermo”.

Non è la prima funzione Pixel 11 a scendere sui modelli più vecchiIl caso del salvaschermo si inserisce in una tendenza più ampia: anche la nuova icona dell’app “Il mio Pixel” e l’assistente proattivo “Proactive Assistant”, debuttati con i Pixel 11, sarebbero già in fase di distribuzione verso Pixel 9 e Pixel 10. Pur introducendo novità hardware limitate rispetto alla generazione precedente, come il nuovo chip Tensor G6, Google sembra puntare molto sul software come elemento distintivo, condividendone parte dei vantaggi anche con chi possiede modelli più vecchi.

Chi possiede un Pixel 9 o un Pixel 10 e non vede ancora le nuove opzioni non deve preoccuparsi: trattandosi di un rilascio graduale, è probabile che la funzione arrivi nelle prossime settimane con un successivo aggiornamento.

#google #android #pixel #pixel11

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Pixel 11, l’aggiornamento di ottobre non porta ancora Android 17 QPR1

La serie Pixel 11 di Google non ha ancora ricevuto Android 17 Q

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La serie Pixel 11 di Google non ha ancora ricevuto Android 17 QPR1, nonostante l’arrivo dell’aggiornamento di ottobre. Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold restano sulla versione base di Android 17, mentre il resto della famiglia Pixel ha completato il passaggio alla QPR1 già da settembre.

Gli altri Pixel hanno già il nuovo Quarterly ReleaseAndroid 17 QPR1 è arrivato in versione stabile a settembre e si è diffuso rapidamente su tutti i modelli compatibili a partire dal Pixel 6. L’aggiornamento introduce novità soprattutto nell’interfaccia di sistema: un effetto sfocato nel pannello del volume e nel menu di spegnimento, un nuovo media player capace di adattarsi quando sono aperte più app musicali contemporaneamente, e alcune modifiche alle impostazioni rapide, tra cui una nuova opzione per non essere avvisati di nuovo sulla rete dati mobile e un tile dedicato al cambio rapido di tastiera.

Pixel 11 salta la QPR1 ma riceve già le beta successiveLa situazione dei Pixel 11 è singolare: la serie è rimasta alla versione standard di Android 17 fin dal lancio di agosto, con due aggiornamenti minori a settembre dedicati più a correzioni che a nuove funzioni. Allo stesso tempo, però, i Pixel 11 hanno già ricevuto la beta di Android 17 QPR2, con la funzione HiLight per le notifiche dei messaggi, e a inizio ottobre anche la prima beta di QPR3. In pratica, Google sembra aver scavalcato la versione stabile della QPR1 su questi modelli, offrendo in anteprima versioni ancora più avanzate.

Cosa cambia con l’update di ottobreL’aggiornamento di ottobre, pur non portando la QPR1, include comunque alcune correzioni dedicate ai Pixel 11:

Risolto un bug che in alcuni casi impediva la comparsa della tastiera virtuale toccando i campi di ricerca

Corretto un problema che salvava foto e video con l’orientamento sbagliato

Il prossimo appuntamento è a novembreGoogle non ha spiegato perché i Pixel 11 restino fuori dalla QPR1 stabile, mentre il resto della gamma l’ha già ricevuta da tempo. Una possibilità è che l’azienda stia preparando un allineamento diretto con la QPR2, la cui versione definitiva è prevista proprio a novembre: in quel caso tutti i Pixel, compresi gli ultimi arrivati, potrebbero ritrovarsi sulla stessa build nel giro di poche settimane.

#google #android #pixel #android17 #pixel11 #aggiornamento

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Pixel 11 scontatissimo in Giappone: il nuovo valore di permuta di Google lo fa scendere sotto i 30.000 yen

In Giappone, la fine della promozione per l’anniversario di Google Store non ha reso i [Pixel 11](https://

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In Giappone, la fine della promozione per l’anniversario di Google Store non ha reso i Pixel 11 più costosi: al contrario, da pochi giorni il prezzo reale è sceso ulteriormente grazie a un netto aumento del valore di permuta riconosciuto per i vecchi smartphone.

Meno punti bonus, ma permuta molto più generosaDurante la campagna per l’anniversario di fondazione, attiva dal 25 settembre al 7 ottobre, Google aveva accreditato 5.000 punti bonus sull’acquisto di Pixel 11 e Pixel 11 Pro. Con la fine della promozione questi punti sono scomparsi, ma lo store giapponese ha più che compensato la perdita aumentando in modo consistente il valore riconosciuto per la permuta dei vecchi Pixel: per un Pixel 10 consegnato in cambio di un Pixel 11, l’importo riconosciuto è passato da 55.500 a 85.000 yen, quasi 30.000 yen in più.

Il prezzo reale scende a 29.800 yen per il Pixel 11Pixel 11: listino 136.800 yen, permuta di un Pixel 10 pari a 85.000 yen, coupon YouTube Premium da 22.000 punti – prezzo reale di circa 29.800 yen

Pixel 11 Pro: listino 174.800 yen, permuta di un Pixel 10 Pro pari a 120.000 yen, stesso coupon – prezzo reale di circa 32.800 yen

Il calcolo tiene conto di un coupon da 22.000 punti riservato agli abbonati YouTube Premium, cumulabile con la permuta. Il risultato è che il Pixel 11 arriva a costare circa 24.500 yen in meno rispetto al prezzo reale calcolato durante la campagna di anniversario, mentre il Pixel 11 Pro scende di oltre 26.000 yen. La differenza di prezzo reale tra i due modelli, che di listino è di 38.000 yen, si riduce così a soli 3.000 yen.

Anche i Pixel più vecchi valgono di piùL’aumento non riguarda solo la generazione Pixel 10: anche la permuta di un Pixel 5a (5G) è salita da 8.000 a 55.000 yen, e quella di un Pixel 9a da 28.000 a 73.000 yen. Per la prima volta, inoltre, Google accetta in permuta anche modelli molto più datati come Pixel 2 XL, Pixel 2, Pixel XL e il Pixel originale, per i quali viene riconosciuta una valutazione fissa di 10.000 yen.

Una finestra di prezzo che potrebbe non durareAl momento questi valori sono confermati solo per il mercato giapponese e fanno riferimento al 7 e all’8 ottobre 2026: Google non ha garantito per quanto tempo manterrà queste condizioni, e il valore finale di permuta viene comunque verificato quando il dispositivo usato arriva al centro di valutazione. In Italia il programma di permuta di Google Store segue logiche e importi diversi, ma l’episodio mostra quanto le aziende stiano puntando sulla permuta, più che sugli sconti diretti, per rendere più accessibili i nuovi top di gamma.

#google #android #pixel #pixel11

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Pixel Buds: in arrivo rilevamento del sonno, traduzione live e comandi vocali con Gemini

Google ha iniziato a distribuire un aggiornamento firmware molto ricco per tutta la famiglia [Pixel](https

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Google ha iniziato a distribuire un aggiornamento firmware molto ricco per tutta la famiglia Pixel Buds: Pixel Buds Pro, Pixel Buds Pro 2 e Pixel Buds 2a. Dopo l’introduzione del controllo vocale tramite Gemini il mese scorso, questa nuova release porta miglioramenti concreti alla cancellazione del rumore, alle chiamate, al rilevamento del sonno e alla traduzione in tempo reale, confermando quanto gli auricolari true wireless di Google stiano diventando sempre più centrali nell’ecosistema Android.

Cancellazione del rumore adattiva solo per Pixel Buds Pro 2La novità più tecnica è riservata ai Pixel Buds Pro 2 ed è la Dynamic Active Noise Cancellation. La funzione monitora costantemente la tenuta tra auricolare e orecchio e corregge automaticamente audio e cancellazione del rumore quando l’auricolare si sposta leggermente durante l’uso, mantenendo così l’efficacia dell’ANC anche con un fit non perfetto.

Controllo vocale con Gemini e Tap to MuteAggiornando l’app companion, tutti i modelli coinvolti guadagnano il controllo vocale tramite Gemini: si potrà attivare o disattivare la cancellazione del rumore, regolare l’equalizzatore o abilitare i controlli touch semplicemente parlando con l’assistente. Arriva anche la funzione Tap to Mute, che permette di silenziare e riattivare il microfono durante una chiamata con un semplice tocco sull’auricolare, disponibile però solo abbinando le cuffie a uno smartphone Pixel.

Il Pixel Watch rileva il sonno e ferma la musicaTra le funzioni più utili c’è l’integrazione con il Pixel Watch: quando lo smartwatch rileva che l’utente si è addormentato, i Pixel Buds metteranno automaticamente in pausa la riproduzione multimediale, disabilitando anche i comandi touch e silenziando le notifiche sonore. Un modo semplice per evitare risvegli improvvisi o comandi involontari durante la notte.

Traduzione live più semplice da attivareInfine, Enhanced Live Translate rende la traduzione in tempo reale ancora più immediata: basterà toccare l’auricolare, senza nemmeno estrarre lo smartphone dalla tasca, per avviare la traduzione tramite l’app Google Traduttore, sia in conversazioni dirette che in modalità di ascolto per lingue straniere udite nell’ambiente circostante.

Pixel Buds Pro 2: cancellazione del rumore adattiva (Dynamic ANC)

Tutti i modelli: controllo vocale con Gemini e Tap to Mute per le chiamate

Integrazione con Pixel Watch per il rilevamento del sonno

Traduzione in tempo reale più rapida da attivare con Enhanced Live Translate

L’aggiornamento, identificato dalla build firmware release_6.144, è in distribuzione graduale su Pixel Buds Pro, Pixel Buds Pro 2 e Pixel Buds 2a: per riceverlo è necessario aggiornare l’app Pixel Buds all’ultima versione disponibile e verificare la presenza del nuovo firmware nelle impostazioni degli auricolari.

#google #android #gemini #pixel #pixelbuds

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Google rilascia l’aggiornamento di ottobre per i Pixel: corretti i bug di tastiera e fotocamera, ma potrebbe essere l’ultimo per il Pixel 6

Google ha iniziato a distribuire l’aggiornamento software di

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Google ha iniziato a distribuire l’aggiornamento software di ottobre 2026 per tutta la gamma Pixel con Android 17, dal Pixel 6 fino ai più recenti Pixel 11. Si tratta di una patch di sicurezza che corregge complessivamente 28 vulnerabilità di Android e 6 problemi specifici dei dispositivi Pixel, ma porta con sé anche alcune correzioni molto pratiche per chi usa il telefono ogni giorno.

Tre bug corretti: tastiera, chiamate VoIP e orientamento dei contenutiL’aggiornamento risolve un problema che, su Pixel 8 e modelli successivi, impediva alla tastiera virtuale di apparire correttamente quando si toccava un campo di ricerca. Viene inoltre corretto un bug che generava rumore e distorsioni durante alcune chiamate VoIP, e un problema che, sui Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, salvava foto e video con un orientamento diverso da quello reale al momento dello scatto.

La tastiera virtuale non appariva toccando i campi di ricerca (Pixel 8 e successivi)

Rumore e distorsioni audio durante alcune chiamate VoIP (Pixel 8-10)

Foto e video salvati con orientamento errato (Pixel 11)

Dispositivi coinvolti e numeri di buildLa patch di ottobre riguarda Pixel 6, 6 Pro, 6a, 7, 7 Pro, 7a, Pixel Tablet, Pixel Fold, tutta la serie Pixel 8, Pixel 9, Pixel 10 e Pixel 11. Le build principali sono CP3A.261005.002.A1 per i modelli dal Pixel 6 al Pixel 7a, CP3A.261005.005 per la fascia Pixel 8-10a e CD1A.261005.003 per la serie Pixel 11, con una variante B1 dedicata ai modelli SoftBank.

Pixel 6 e 6 Pro verso la fine del supporto softwareL’aspetto più interessante riguarda però Pixel 6 e Pixel 6 Pro. Lanciati nel 2021 con una garanzia iniziale di tre anni di major update e cinque di patch di sicurezza, i due modelli avevano ricevuto nel dicembre 2024 un’estensione che portava entrambi i tipi di supporto a cinque anni pieni, fissando così la scadenza a ottobre 2026. L’aggiornamento di questo mese coincide quindi esattamente con quella data limite.

Google non ha dichiarato ufficialmente che si tratti dell’ultima build per i due storici Pixel, equipaggiati con il primo chip Tensor della serie, e non è escluso che arrivino ancora correzioni di sicurezza urgenti. Senza un’ulteriore estensione del supporto, però, è plausibile che l’update di ottobre 2026 segni la chiusura del ciclo di aggiornamenti regolari per Pixel 6 e Pixel 6 Pro, a circa cinque anni dal debutto sul mercato.

#google #android #pixel #bug

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Google al lavoro su un nuovo sistema per sbloccare il volto dei Pixel anche al buio

Google potrebbe essere vicina a risolvere uno dei limiti più noti dello sblocco facciale sui [Pixel](https

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Google potrebbe essere vicina a risolvere uno dei limiti più noti dello sblocco facciale sui Pixel: il mancato riconoscimento in condizioni di scarsa illuminazione. All’interno della beta di Android 17 QPR3 è stato individuato un riferimento a una funzione chiamata Face Active Illumination, pensata proprio per facilitare il riconoscimento del volto quando la luce ambientale non basta.

Il limite attuale dello sblocco facciale PixelSui Pixel più recenti, lo sblocco con il volto è certificato come autenticazione biometrica di Classe 3, lo stesso livello di sicurezza garantito dall’impronta digitale. Il sistema fatica però a funzionare in ambienti bui, come una stanza con poca luce, limitando di fatto l’usabilità della funzione in diversi contesti quotidiani.

Luminosità regolabile e condizioni di attivazione personalizzabiliNel codice della beta sono state individuate diverse voci legate alla nuova funzione, tra cui un parametro per regolare l’intensità dell’illuminazione (illumination_brightness_scale) e opzioni per abilitarla solo in determinate situazioni, come al buio, durante le ore notturne, con la modalità Non disturbare attiva o mentre si guida. Attivando manualmente la funzione è comparsa anche un’interfaccia dedicata, seppur ancora incompleta, con un cursore per regolare la luminosità dell’illuminazione.

illumination_dark_allowed: attivazione in ambienti bui

illumination_bedtime_allowed: attivazione durante l’orario notturno

illumination_dnd_allowed: attivazione con Non disturbare

illumination_driving_allowed: attivazione durante la guida

Display o infrarossi? Il dubbio resta apertoResta da capire come Google intenda illuminare il volto dell’utente. Da tempo si parla di Project Toscana, un progetto per potenziare in modo sostanziale il riconoscimento facciale dei Pixel tramite sensori a infrarossi. Face Active Illumination, invece, potrebbe sfruttare semplicemente la luminosità del display per rischiarare il volto e assistere il sistema di riconoscimento già esistente: un’ipotesi coerente con la presenza di opzioni per evitare che lo schermo si illumini improvvisamente di notte o durante la guida, situazioni in cui un aumento di luminosità non richiesto risulterebbe fastidioso o rischioso.

Non è ancora chiaro se Face Active Illumination sia parte di Project Toscana o un progetto separato: Google non ha confermato nulla ufficialmente e il codice individuato appartiene a una versione ancora in sviluppo, che potrebbe quindi cambiare o non arrivare mai sui dispositivi commerciali. Se la funzione dovesse debuttare, permetterebbe comunque di usare lo sblocco facciale anche in ambienti poco illuminati, un miglioramento molto atteso dagli utenti Pixel.

#google #android #pixel

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Google Fitbit Edge: trapelano foto e specifiche del nuovo activity tracker con GPS e 7 giorni di autonomia

Un’importante fuga di notizie ha svelato in dettaglio il nuovo fitness tracker di Google, inizialmente att

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Un’importante fuga di notizie ha svelato in dettaglio il nuovo fitness tracker di Google, inizialmente atteso con il nome Fitbit Charge 7 ma che a quanto pare debutterà come Fitbit Edge. Dopo che un’inserzione pubblicitaria lo aveva accidentalmente mostrato in anticipo nei giorni successivi al lancio dei Pixel 11, alcuni media internazionali sono riusciti a ottenere il materiale marketing completo del prodotto.

A metà strada tra Fitbit Air e Pixel Watch 5Fitbit Edge si posizionerebbe in una fascia intermedia tra l’entry level Fitbit Air e il più completo Pixel Watch 5. Il design adotta una forma ovale allungata, con un tasto fisico sul lato destro, sensori sul retro e appositi pulsanti per sganciare il cinturino. Sono previste cinque varianti di colore, tre delle quali già confermate dalle immagini trapelate e in linea con le tonalità disponibili sui Pixel 11.

Schermo touch, GPS e sette giorni di batteriaIl dispositivo monta un display touch di forma ovale e, oltre alle funzioni classiche di un activity tracker, supporterebbe app come YouTube Music e Google Maps, ampliando le possibilità d’uso rispetto a un semplice contapassi. A bordo è presente anche il GPS, per registrare con precisione i percorsi delle attività sportive, insieme al riconoscimento automatico delle attività e alla misurazione dell’altitudine. L’autonomia stimata è di sette giorni, un dato interessante per chi vuole ridurre la frequenza delle ricariche.

Display touch di forma ovale con cinque colorazioni previste

GPS integrato e riconoscimento automatico delle attività

Autonomia dichiarata fino a 7 giorni

Compatibilità con Android e iPhone

Prezzo stimato tra 149 e 199 dollari

Compatibile sia con Android che con iPhoneFitbit Edge non sarà riservato agli utenti Android: il dispositivo dovrebbe funzionare anche con iPhone, ricevendo le notifiche via Bluetooth. È previsto inoltre il supporto alla funzione “Trova il mio dispositivo” di Google, per localizzare il tracker direttamente dallo smartphone.

Prezzo indicativo tra 149 e 199 dollariSecondo le indiscrezioni, il prezzo di vendita dovrebbe collocarsi tra 149 e 199 dollari, anche se al momento non sono ancora noti né il listino né la data di lancio per il mercato italiano. Se le informazioni saranno confermate, Fitbit Edge diventerebbe un prodotto in grado di coniugare la semplicità dei fitness tracker con funzionalità più vicine a quelle di uno smartwatch, segnando una nuova fase nella strategia di Google per il marchio Fitbit.

#google #android #pixel #fitbit

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